domenica 28 settembre 2014

JOHN JACKSON, IL PUGILE GENTILUOMO CHE INSEGNO' LA BOXE A LORD BYRON

Il 28 settembre 1768 a Londra nasceva John Jackson (Londra, 28 settembre 1768  Londra, 7 ottobre 1845) detto Gentleman, le cronache lo definivano dotato di una grande forza fisica, colpitore a due mani, molto veloce ed inoltre un atleta completo eccellendo anche nel salto e nella corsa. Dotato di un fisico armonico, fu anche modello per diversi scultore dell’epoca. Finito di boxare dopo la vittoria su Daniel Mendoza il 15 aprile aprile 1795 a  Hornchurch vinto in 9 round per un  tempo di circa 11 minuti di combattimento, aprì una scuola di boxe a Londra frequentata dall’alta società, tra gli allievi anche George Gordon Noel Byron, VI barone di Byron meglio conosciuto come Lord Byron, il famoso poeta e politico inglese. Inoltre sostenne molte esibizioni per l’aristocrazia e celebrità inglesi ma anche straniere. E stato introdotto nella Ring Boxing Hall of Fame nel 1954 e nella  International Boxing Hall of Fame nel  1992.

John Jackson breve biografia
Jackson, figlio di un ricco imprenditore edile, apparteneva ad uno stato sociale elevato. Amava vestire bene e comportarsi in modo corretto con tutti: grazie a Jackson le buone maniere e la correttezza fecero il loro ingresso nel rude sport del pugilato.

Jackson possedeva un fisico imponente ed era un grande atleta, eccelleva nella corsa veloce e nel salto in lungo. Pesava più di 90kg ed era alto 1,80 m di altezza. La sua tecnica di pugile era ottima, potente e veloce, utilizzava sia il sinistro che il destro per colpire l'avversario, in un periodo storico in cui i pugili possedevano un unico pugno forte. Jackson, assieme a Mendoza, dette inizio ad una fase nuova del pugilato, non più forza e violenza ma tecnica e tattica.
Nel 1788 vinse il suo primo incontro di pugilato contro William Fewterel, un pugile di grande esperienza. Il successivo incontro lo disputò contro George Ingelston: avrebbe vinto facilmente se nella terza ripresa non fosse scivolato rovinosamente sul pavimento del ring. Alcune fonti narrano che nell'episodio Jackson ruppe una gamba, in ogni caso andò a terra, per questo Ingelston fu dichiarato vincitore.
Deciso per il ritiro, si allontanò dal ring per sei anni, finché non gli fu proposta la possibilità di combattere contro il campione Daniel Mendoza per il titolo di campione d'Inghilterra.
I due si sfidarono nel 1795, Jackson vinse dopo nove riprese. Alla luce delle regole moderne la vittoria di Jackson è da considerarsi molto discutibile. Egli alla quinta ripresa immobilizzò Mendoza, trattenendolo con una mano per i capelli, mentre con l'altro braccio colpiva violentemente. I secondi di Mendoza protestarono animatamente così che fu richiesto l'intervento degli arbitri. Per risolvere la controversia si pose mano al regolamento (London Prize Ring Rules). Non venne ravvisata alcuna irregolarità, per questo l'incontro proseguì. Dal sesto all'ottavo round Mendoza è ferito e quindi costretto a rimanere sulla difensiva. Nel nono round Mendoza non ha nessuna chance, Jackson è ancora fresco come all'inizio dell'incontro. Mendoza non riesce più ad evitare i colpi di Jackson, cade a terra e si arrende.

Dopo la vittoria Jackson si ritirò definitivamente, nella sua carriera disputò quindi solo tre incontri in totale. Concentrò la sua attenzione nell'insegnamento presso l'accademia della boxe fondata da lui stesso a Londra.
Fu istruttore di molti nobili dell'epoca come il poeta Lord Byron. Si fece promotore dell'utilizzo dei guantoni protettivi inventati da Jack Broughton.

Durante l'incoronazione di Giorgio IV, fu scelto come selezionatore delle guardie cerimoniali. Formò una squadra di diciotto pugili.

Morì all'età di 76 anni; sulla sua tomba fu posta una statua di un leone a simboleggiare la sua grande forza e abilità. (fonte Wiki) 

1 commento:

  1. guarda io poco tempo fa che jonsonperche aveva anche un ottima tecnica perche riusci a battere un grande campione di jeffrif che era potenti ssimo o per lo meni se gliela regalarono quella vittoria di sicuro gli diede moltissimo filo da torcere gli resistette moltissimo se non l ha avesse avuta lo avrebbe atterato con un solo pugno al 1 raund un vero campionissimo penso che come invincibilita sta tra i primi 5 la mia classifica personale al primo posto primone al 2 valuev al 3 jonson o willard o lennox e holifield al 5 frazier o tyson cmq hai detto bene in altro articolo si parla dei campioni quando ci sono stati grandi pugili che lo sono quasi stati e sono stati quasi dimenticati come il povero schaaf che meritava di essere ricordato per il suo eroismo e la sua abilita avrebbe meritato un applauso quando cadde a terre in fin di vita e non insulti come alzati buffone da quei 4 pezzi di merde putrefatti che fecero le scommesse talmente accecati dal dio dollaro che arrivarono a tal punto ma qualcuno onesto e di buon cuore lo ha ricordato nel settembre del 2009 per il suo centenario dalla nascita fece una delle morti piu eroiche resistento ericament a carnera che era il doppio di lui 13 raund ha preferito morire ma non arrendersi e carnera ripeto non volle ucciderlo il rimorso lo tormento fino alla morte sopratutto all inizio tutti colpi che avrebbe retto se fosse stato sano non uso uso quasi nulla della sua forza altrimenti lo avrebbe ucciso subilto e con uno uno che il suo vero killer era max baer cmq attendo risposte negli articoli di carnera marciano e altri io ogno tanto vedo se mi rispondi nulla mi farebbe piu piacere per sentire un tuo parere

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