mercoledì 15 ottobre 2014

15 OTTOBRE 1880, UCCISO IL GRANDE VICTORIO A TRES CASTILLOS: UN MASSACRO DI DONNE E BAMBINI


Il generale George Crook lo ricorda con una frase: “« Se fosse stato un bianco, allora sarebbe entrato nella storia come uno dei più grandi generali che l'umanità abbia conosciuto. »
Si riferiva a  Bidu-ya, Beduiat della tribù dei Apache Mimbreño (Tchihende) che passerà alla storia come Victorio, chiamato anche “il Lupo degli Apache” La sua vita si intreccia con altri personaggi importanti delle guerre indiane tra apache, Usa e Messico, partendo dalla famosa sorella Lozen, la profetessa e guerriera chiamata Dextrous Horse Thief", di lei VIctorio disse: “ forte come un uomo, più coraggiosa degli altri. E’ la mia mano destra. È lo scudo del mio Popolo”. E poi Mangas Colodas, Delgadito, Nana, Cochise e Geronimo. Si conosce la data della sua morte: 15 ottobre 1880. Dei primi anni della sua vita si consoce poco, una leggenda lo vuole di  origine messicana e da bambino sarebbe stato rapito dal Rancho del Carmen e che poi allevato tra gli Apache. Ma non è così, era un Mimbreño, nato intorno al 1825;  lo descrivono di fisico massiccio, prestante, aveva zigomi larghi e una bocca stretta che tradiva una grande energia. Dai diversi censimenti risulta che Victorio ebbe una sola moglie – il cui nome non è conosciuto – e 5 figli, 3 dei quali morirono durante il corso delle sue guerre.  Si conosce il nome dell’ultimo figlio ucciso – qualche mese prima della disfatta di ottobre a Tres Castillos – un giovane e focoso guerriero chiamato Washington. Non si conosce la ragione per la quale gli venne assegnato tale nome. Sopravvissero – poiché erano tenuti nascosti nella selvaggia Black Range – il piccolo Istee e l’unica figlia femmina, Dilthcleyeh, data in sposa a Mangus, il figlio di Mangas Coloradas. www.farwesat.it)  Fu notato sin da giovane dal grande Mangas Coloradas, apo principale dei Tchihende o Mimbreños, lo aveva scelto come genero, apprezzando il valore e l'intelligenza di quel giovane guerriero, già sottocapo agli ordini di Cuchillo Negro (capo della sottodivisione Warm Springs Mimbreño e stretto alleato e sodale dello stesso Mangas Coloradas fin dalla comune gioventù fino alla morte in combattimento contro i reparti del col. Benjamin L.E. deBonneville nel Canyon de Los Muertos Carneros - 25/05/1857 -), prevalendo poi sui più anzianiNana (già luogotenente e successore naturale di Cuchillo Negro, nonché capo guerriero di notevoli doti), e Delgadito (successore, per breve tempo, di Mangas Coloradas dopo la cattura di costui, col trucco di un falso invito a parlamentare, e il suo assassinio, verosimilmente ordinato dal gen. J. R. West, a Fort McLane - 18/01/1863 -); fidato e apprezzato braccio destro di Mangas Coloradas, e suo consigliere, Victorio ne aveva acquisito l'astuzia tattica e strategica, e la capacità di contemperare l'impeto guerriero con la saggezza e il senso di responsabilità nei confronti del proprio popolo, caratteristiche per le quali finì per essere superiore anche al maestro.
Victorio
 Per la prima volta, Victorio si fece notare quando appose la sua croce al “patto provvisorio” del 7 Aprile 1853, insieme ad altri 11 capi e sottocapi. Tra i firmatari Apache, oltre a Victorio – il cui nome venne trascritto come “Vitoria” – vi furono Ponce, Josè Nuevo, Cuchillo Negro, Josecito, Sargento, Veinte Reales, Rinon, Delgadito Largo, Tusho, Corrosero e, infine, Placera (ossia Lucero, da alcuni erroneamente identificato con Victorio). A questo accordo non partecipò Mangas Coloradas che, in questo periodo, era il più grande e potente condottiero Apache.( fonte

Mangas Coloradas

Dopo la morte di Mangas Coloradas (assassinato a Fort McLane nel gennaio 1863 probabilmente per ordine del gen. J. R. West, dopo essere stato invitato a parlamentare col cap. E. Shirland ed essere stato arrestato a tradimento), Victorio scatenò, insieme a CochiseDelgadito e Nana, una guerra furiosa contro i bianchi, diventando il capo supremo riconosciuto da tutti i Mimbreños (con il pur stimato Loco relegato, di fatto, a un ruolo di secondo capo) e un punto di riferimento anche per molte bande Mescalero Apache (suoi alleati in diversi periodi furono in particolare CaballeroSan JuanCarnoviste e Alsate, ma, anche tramite Nana, Victorio intrattenne e utilizzò ottimi rapporti anche con Santana e Cadete) e per le bande Ndendahe Apache di Juh (Nednhi Ndendahe) e Geronimo (Bedonkohe Ndendahe), spesso operando di conserva col cognato Cochise, capo principale e incontrastato dei Chiricahua Apache. Avviate trattative nell'estate 1869, Victorio e altri capi Mimbreño (Loco e Salvador, figlio di Mangas Coloradas), accettarono (01/01/1870) di stabilirsi in una riserva istituita a Cañada Alamosa, trasferendosi nel 1871 aOjo Caliente e nel 1872 a Tularosa, insieme ai Sierra Blanca e Sacramento Mescaleros, ma - in un clima di costante tensione, pace armata e frequenti incidenti - tornando appena possibile a Ojo Caliente. Approssimativamente nel 1874, Victorio partecipò a un concilio tra gli Apache del New Mexico convocato da Carnoviste(capo di una banda Guadalupe Mescalero già ripetutamente assalita e decimata dai Comanche e dalle truppe messicane e statunitensi) e Victorio convinse i presenti (oltre a bande di Mimbreños, bande di Mescaleros - tra le quali la banda Chisos Limpia capeggiata da Alsate e verosimilmente le bande Sacramento guidate da Caballero e da San Juan -, e i Lipans guidati dal capo Avispa Colorada, quest'ultimo forse da identificarsi con Colorado, il sottocapo di origine Lipan associato alla banda Mescalero di Alsate) a inviare messaggeri di pace ai Comanche e a stipulare con questi un'alleanza, alla quale due mesi più tardi aderirono anche iKiowa, per resistere insieme contro i bianchi. A Ojo Caliente i Mimbreños subirono diversi attacchi nel 1876 (tra l'altro - 04/09/1876 -, una compagnia del 9º cavalleggeri e un reparto di scouts Navaho assalirono il villaggio dello stesso Victorio); le manovre dei bianchi per allontanare gli Apache dalle terre migliori (pesantemente influenzate dal cosiddetto "Tucson Indian Ring") impostarono una strategia che sfociò in un trattato che prevedeva lo spostamento dei Mimbreñosnella riserva di San Carlos, insieme ai Chiricahuas, ai Coyoteros (bande Eastern e Western Whitemountain e Cibecue), e agli Ndendahe (Nednhi di Juh e Bedonkohe di Geronimo), mentre i Mescaleros venivano concentrati intorno a Fort Stanton, i Gileños (bande Aravaipa e Pinaleño) venivano nuovamente concetrati lungo il Rio San Pedro dopo il massacro di Camp Grant (28/04/1871), e i Tontos, già concentrati sul Rio Verde, venivano deportati a San Carlos.
Cochise
Dopo alcuni mesi trascorsi nella riserva di San Carlos, però, la gente di Victorio scappò (02/09/1877), riunendo un gruppo di circa 310 Apache (in prevalenza Mimbreños e per il resto Chiricahuas e Ndendahes) guidati da Victorio e Loco; inseguiti dai collaborazionisti Coyoteros, al comando di Diablo, dal 10º cavalleggeri e dai Texas Rangers, e avendo subito perdite in diversi scontri, circa 250 Apache si arresero a Fort Wingate, ma Victorio, arresosi nel frattempo anche Loco, si consegnò soltanto nel febbraio 1878, trascorrendo la primavera - estate a Ojo Caliente. Nell'ottobre 1878, però, i militari (9º cavalleggeri) furono inviati a Ojo Caliente per provvedere alla deportazione dei Mimbreños a San Carlos e, mentre Loco venne arrestato e preso come ostaggio, Victorio riprese la guerra, mentre Nana (sposato con una donna Mescalero) si rifugiò con la sua gente nella riserva Mescalero presso Fort Stanton. Victorio si consegnò a Fort Stanton nel febbraio 1879, ma nell'estate fu riesumata contro di lui una vecchia accusa per furto di cavalli, e il capo Mimbreño lasciò la riserva (21/08/1879) e con circa 450 Apache (Mimbreño, Mescalero, Chiricahua e persino Lipan), tra i quali forse soltanto 75 guerrieri, riparò in Messico; alla gente di Victorio, probabilmente, si unì, almeno per qualche tempo, la banda Chisos dei Limpia Mescaleros di Alsate; dopo la cattura di Alsate e dei suoi, sorpresi dalle truppe messicane a Ojo de los Apaches alla fine del 1878, e durante la loro deportazione per circa un anno nella prigione "Acordada" a Ciudad Mexico, Victorio divenne il riferimento naturale anche per i Mescaleros meridionali Limpia e Guadalupe.
Nana
Victorio e i suoi seguaci lasciarono la riserva due volte prima di abbandonarla definitivamente nell'agosto 1879, dando inizio a quella che sarebbe stata definita "la guerra di Victorio". Dopo varie razzie da parte degli uomini di Victorio, si creò un vero e proprio panico all'Agenzia che chiese l'aiuto di nuove truppe. Il grande capo Mimbreño ottenne una lunga serie di successi, operando scorrerie in larga parte del sud-ovest e tenendo in scacco i molti reparti inviati contro di lui, evitando ripetutamente la cattura e infliggendo alle truppe statunitensi e a quelle messicane pesanti perdite; tra l'altro, uscì vincitore da un furioso combattimento nel Las Animas Canyon (18/09/1879). 
Victorio, grazie alla sua capacità tattica e allo straordinario ascendente esercitato sui guerrieri Apache, riuscì a battere più volte i soldati messicani ed americani. L'esercito degli Stati Uniti venne ridotto alla disperazione dalle continue azioni lampo degli Apache. Con il ritorno di Alsate dopo la controversa fuga da Ciudad Mexico, probabilmente le forze furono nuovamente coordinate per alcuni mesi nel corso del 1880, quando il capo Mescalero, i suoi sottocapi Colorado e Zorrillo e tutta la banda Chisos, attirati in una trappola a San Carlos di Chihuahua, furono nuovamente catturati dai Messicani. Nel 1880, sulla riva del Rio Palomas nel Black Range, fu trovato il nascondiglio di Victorio che venne attaccato (23-25/05/1880). Parecchi uomini, donne e bambini rimasero uccisi finché gli americani non si dovettero ritirare a causa della mancanza di acqua.
Geronimo
Quando Victorio fece nuovamente la sua comparsa in Texas gli Statunitensi diedero il via alla più grande caccia degli Apache che si fosse mai vista nelle zone delSud-Ovest, e migliaia di soldati marciarono verso ovest e verso sud seguiti dai Texas Rangers e da molti volontari finché si unirono ai Messicani, mentre Nautzili utilizzava tutta la propria influenza per evitare che i Mescaleros abbandonassero la riserva per unirsi ai Mimbreños.
Buffalo Soldiers
Victorio, tuttavia, con una serie di brillantissime manovre militari, riuscì a farsi ripetutamente beffe dei circa 4.000 uomini .compresi i valorosi "Buffalo Soldiers"  soldati afroamericani del 9º e del 10º Cavalleria, e gli sperimentati bianchi del 6º Cavalleria) impegnati contro il suo manipolo di guerrieri Mimbreño e Mescalero (questi ultimi al comando del suo storico alleato, e probabilmente cognato, Caballero): in particolare, dopo diversi scontri brillantemente conclusi presso il Percha River (Rio Puerco), nei San Mateos Mountains e presso l'Animas River, Victorio diede ulteriore prova delle sue capacità tattiche affrontando i militari in un canyon presso Aleman's Wells, nei San Andres Mountains a ovest delle White Sands (03/02/1880), poi (07/04/1880) a Hembrillo Canyon, sempre nei San Andres Mountains, e poi attraversando ripetutamente il Rio Grande pur dopo essere stato intercettato e respinto, con 60 guerrieri, a Quitman Canyon (30/07/1880). 
Accampatosi a Tres Castillos, un massiccio montuoso in territorio messicano non lontano dal Rio Grande e ben noto ai Mescaleros, il 9 ottobre 1880, Victorio, tradito dagli indiani Tarahumara che erano stati vittime di diverse scorrerie Apache, finì per trovarsi intrappolato da soverchianti forze messicane, al comando del colonello. Joaquin Terrazas (fratello del Governatore del Chihuahua Luis Terrazas), del colonnello  Adolfo J. Valle, del colonello Juan Mata Ortiz e di Rodrigo Garcia, mentre si trovava praticamente privo di munizioni per le armi da fuoco e con un numero ridotto di guerrieri, avendo distaccato un gruppo consistente, al comando di Nana e Mangus, per una spedizione destinata proprio alla razzia di proiettili. Gli Apache combatterono coraggiosamente con le armi bianche e morirono in battaglia 86 guerrieri e il loro capo Victorio, ucciso da una fucilata sparatagli dallo scout Tarahumara Mauricio Corredor (o, secondo altra versione, spesso accreditata dagli Apache, suicidatosi col proprio coltello).
E fu un massacro, non furono risparmiati bambini e donne, anzi furono scalpati.
Ecco gli stralci dell’articolo di un corrispondente del Chicago Times, presente a Chihuahua City, durante l’ingresso trionfale delle truppe di Terrazas in città. Riporto solo il passaggio che ci interessa: “Al segnale, il battaglione avanzò, e allora si scoprì che non si trattava di pennacchi, bensì degli scalpi orrendi dei nemici uccisi, mostrati alla folla, che urlò e gridò, folle di entusiasmo, seguendo i cavalieri. Ogni scalpo era assicurato alla cima di un palo lungo circa tre metri. Alcuni vincitori, in fila per quattro, portavano gli scalpi. Li contammo: erano 78, di cui 16 di donne e bambini. Mi ero aspettato di vedere qualche scalpo, naturalmente, ma la lunga fila nera di orribili trofei era di gran lunga più orrenda di quanto avessi previsto: in molti casi era stato strappato l’intero cuoio capelluto, insieme a tutta la chioma. Una folla immensa, composta di uomini, donne e bambini che si spingevano a vicenda, pazzi di esultanza, fu seguita da una banda la cui musica veniva di quando in quando soffocata dalle acclamazioni. Poi arrivò il colonnello Terrazas con i suoi ufficiali, stanchi e sporchi per il viaggio. I prigionieri montavano cavalli e muli: erano soltanto donne e bambini di tutte le età, dall’infanzia alla vecchiaia, tranne un Comanche, che era stato risparmiato dall’esploratore Cruz. I portatori di scalpi e le salmerie seguivano i prigionieri. I volontari erano molto sporchi e imbrattati di sangue, naturalmente, ma sotto questo punto di vista non potevano uguagliare gli Indiani, e quanto all’aspetto torvo, superavano tutto ciò che abbia mai visto o immaginato. Lo scalpo di Victorio, visibilmente tinto di grigio, era portato da colui al quale era riconosciuto il merito di avere ucciso il capo.”  Quanto alla sua morte, è bene ricordare che le versioni Apache – differenti da quella ufficiale messicana, che attribuisce l’uccisione di Victorio allo scout Tarahumara Mauricio Corredor – riferiscono che Victorio venne trovato a Tres Castillos con il proprio pugnale conficcato nel cuore e con le cartuccere senza pallottole. Nella sostanza, secondo gli Apache, Victorio si era suicidato.
Su Victorio, scrisse Dan Thrapp: “Il più grande guerrigliero d’America può essere accomunato a personaggi eterogenei: Francis Marion, la volpe delle paludi; William Clarke Quantrill, famigerato per il massacro di Lawrence; John Singleton Mosby, il grande cavalleggero confederato; Charles Merrill, lo scorridore della Birmania; e molti altri ancora.
Victorio fu un combattente dello stesso stampo, ma con una differenza. Mentre gli altri presero le armi volontariamente e combatterono in risposta a quello che consideravano il richiamo della patria, Victorio s’impegnò nella sua lunga battaglia perchè non ebbe altra scelta e per la sopravvivenza di un popolo agonizzante.
Nessun Apache di cui sia rimasta memoria storica, neppure il possente Mangas Coloradas, suo predecessore, e nemmeno l’indomito Cochise, suo amico e compagno, inflissero tali sconfitte al nemico. La sua grandezza stette in questo, e sopratutto nel modo in cui ottenne le proprie vittorie, nonostante le condizioni di svantaggio in cui si venne a trovare. Effettuò tutte le proprie manovre intralciato dalla presenza delle donne, dei bambini e dei vecchi, mantenne unito il suo popolo durante tutte le battaglie, le ritirate, le fughe, le scorrerie per procurare quanto era necessario alla sopravvivenza: non abbandonò mai la sua gente; e con essa, alla fine, fu annientato.
Soltanto per questo sarebbe un condottiero unico. A tutto ciò, però, si aggiunge il fatto che Victorio combattè senza poter contare su nessuna organizzazione di approvvigionamento, se non quella che riuscì a creare con la propria abilità.” FONTE  WWW.FARWEST,IT 
Loco





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