giovedì 25 settembre 2014

25 SETTEMBRE 1066 MUORE HARALD HARDRADE LEGGENDARIO RE VICHINGO



E’ un eroe leggendario delle saghe norrene dell’ Heimskringla, tra combattimenti e draghi- probabilmente  ispirati ai coccodrilli visti in oriente- guerriero indomabile, guardia Variaga dell’Impero Bizantino, combattè anche in Italia, nella campagna anti araba di Sicilia assieme ai “lucani” Arduino e Guglielmo  e Drogone di Altavilla. Fu anche re, soprannominato Hardrada- il sanguinario-  dopo la sua morte ma per i suoi sudditi su solo il grande guerriero e Re Harald III Sigurdsson di Norvegia dal 1047 al 1066. Leggendario fondatore di Oslo.  Nato  attorno al 1015, finì la sua vita combattendo come aveva vissuto nella Battaglia di Stamford Bridge il 25 settembre 1006. Una data che è indicata come la fine delle incursioni vichinghe in Inghilterra.  Nella sua saga su Harald Hardråde, scritta nel 1225, Snorri Sturluson descrisse la disposizione delle truppe norvegesi  nella battaglia e rivendicò il fatto che essi avevano lasciato le loro cotte di maglia sulle navi e che quindi furono costretti a combattere utilizzando solamente scudo, lancia ed elmo. Le saghe, comunque, non sono il riferimento puntuale di fatti storici, e non riusciremo mai a separare la verità storica dalle parti romanzate.. Già prima di divenire re Harald passò quindici anni in esilio e lavorò come Mercenario e come comandante militare per la Rus' di Kiev e l'Impero bizantino. Quando aveva circa quindici anni egli combatté nella Battaglia di Stiklestad insieme al fratellastro Olaf II di Norvegia con lo scopo di reclamare per sé il trono di Norvegia dopo averlo perso, due anni prima, a favore di Canuto I d'Inghilterra. I due vennero sconfitti, Olav venne ucciso e Harald costretto all'esilio nella Rus' di Kiev dove servì il principe Jaroslav I di Kiev fino a ottenere il rango di capitano e lì rimase fino al 1034 quando si recò a Costantinopoli insieme ai propri uomini. Lì divenne ben presto uno dei comandanti della Guardia variaga e prese parte ad azioni che si svolsero nel Mar Mediterraneo, in Asia minore, Sicilia e forse anche in Terra santa e in Bulgaria oltre che nella stessa Costantinopoli dove venne coinvolto nelle dispute dinastiche. Poi in Italia Nel 1038 Harald partecipò a una spedizione in Sicilia,motivata, secondo Giorgio Maniace, dal tentativo dei bizantini di recuperare l'isola dal dominio dei Saraceni che vi avevano costituito l'Emirato della Sicilia. Durante la campagna Harald combatté al fianco di mercenari normanni guidati dagli Altavilla  Guglielmo Braccio di Ferro  e Drogone e secondo Snorri Sturluson egli catturò quattro città.  Nel 1041 la spedizione siciliana ebbe termine, ma poco dopo una rivolta normanno-lombarda esplose nell'isola ed Harald si trovò a combattere nuovamente insieme al Catepano d'Italia Michele Doceano. All'inizio le cose parvero volgere a loro favore, ma i normanni guidati dal loro vecchio alleato Guglielmo Braccio di Ferro vinsero sia alla Battaglia di Olivento che a quella di Montemaggiore, combattute rispettivamente in marzo e in maggio. Harald venne quindi richiamato d'urgenza dall'imperatore anche per l'insorgere di questioni più pressanti, nel tardo 1041 lui e la guardia vennero infatti mandati in Bulgaria per contrastare le rivolte capitanate da Peter Delyan. Il successo della repressione delle rivolte in Bulgaria gli valse la promozione a Spatharokandidatos un titolo di livello medio entro la corte di Bisanzio, tuttavia la buona stella di Harald era in discesa, poco dopo la morte di Michele, nel 1041 sorsero dei conflitti fra il suo successore e nipote Michele V il Calafato e la sua potente vedova Zoe Porfirogenita in cui Harald venne coinvolti. . Nel periodo convulso della successione egli venne arrestato, anche se le fonti discordano sul reale motivo del le saghe affermano che venne arrestato perché defraudò l'imperatore di parte del suo tesoro, mentre altri affermano che la sua colpa fu di aver chiesto la mano di una nipote di Zoe la cui esistenza è per altro messa in dubbio[3]. Se quest'ultimo motivo fosse vero è probabile che l'ira dell'imperatrice vedova nascesse dal fatto che fosse stata lei a pensare di poter sposare Harald. Secondo Guglielmo di Malmesbury Harald venne fermato perché aveva violentato una nobildonna, mentre la Saxo Grammaticus lo accusa addirittura di omicidio, alcuni storici oggi ritengono che Michele V lo fece imprigionare semplicemente perché temeva che la sua lealtà fosse restata devota al defunto zio Michele IV. Le fonti discordano anche su come Harald sia fuggito di prigione, non si sa se gli venne un aiuto dall'esterno o se approfittò della confusione che seguì all'incoronazione di Michele V, quel che si sa è che la guardia variaga si scisse, una parte restò fedele all'imperatore e un'altra finì sotto la guida di Harald che capeggiava le rivolte. Alla fine Michele V nell'aprile 1042 venne portato fuori dal proprio rifugio, accecato e condannato all'esilio in un monastero e secondo le saghe fu lo stesso Harald a privarlo della vista
Verso casa
Durante il suo soggiorno in Oriente Harald aveva accumulato grandi ricchezze che aveva saggiamente fatto arrivare via nave fino alla Rus' dove le aveva affidate alla custodia di Jaroslav
  Le  saghe annotano che, insieme ai proventi dei bottini che si ottenevano in battaglia egli partecipò almeno tre volte al cosiddetto polutasvarf che si può grosso modo tradurre come saccheggio di palazzo un termine che potrebbe significare o il saccheggio dell'erario a seguito della morte dell'imperatore o l'esborso di una forte somma alla guardia variaga da parte di Michele V con lo scopo di ottenerne la lealtà. È probabile che quel denaro servisse ad Harald per finanziare la sua corsa alla corona di Norvegia e se davvero partecipò alle polutasvarf dovette essere in concomitanza con la morte di Romano III Argiro, Michele IV e la deposizione di Michele V in cui Harald ebbe sicuramente l'occasione di appropriarsi, oltre che di quel che gli spettava, anche di denaro aggiuntivo. Dopo che Zoe tornò al trono nel 1042 insieme al terzo marito Costantino IX Monomaco Harald chiese il permesso di tornare in patria, tuttavia l'imperatrice glielo rifiutò ed egli riuscì a scappare con un paio di navi e pochi uomini attraverso il Bosforo. Nonostante due navi fossero state distrutte grazie a delle catene di ferro la nave di Harald riuscì a raggiungere sana e salva il Mar Nero[5] riuscendo a tornare nella Rus' nel tardo 1042[1]. Durante questo soggiorno Harald sposò una delle figlie di Jaroslav, Elisabetta di Kiev, nonché nipote del re di Svezia Olof III di Svezia, poco dopo il suo rientro Jaroslav attaccò Costantinopoli ed è plausibile che Harald gli abbia fornito diverse informazioni utili all'impresaRiguardo al matrimonio è possibile che fosse già stato deciso prima della sua partenza per Costantinopoli o che quantomeno fosse stato messo in progetto, durante la sua lontananza Harald compose un poema in cui s'accennava a una dea russa che ancora non aveva accettato il suo anello d'oro e che alcuni identificano con Elisabetta[5]. Sempre secondo la Morkinskinna Harald aveva già chiesto a Jaroslav la mano della figlia solo per sentirsela rifiutare perché non era abbastanza riccorimane comunque significativo che alla fine le nozze si siano celebrate giacché le altre figlie erano maritate a uomini come Enrico I di Francia e Andrea I d'Ungheria, uomini che la corona l'avevano già in testa

Il ritorno in Norvegia
Utilizzando le enormi ricchezze raccolte dai suoi bottini di guerra, Harald fece ritorno in Norvegia nel 1045 partendo da Velikij Novgorod passando quindi per il Lago Ladoga, la Neva, il Golfo di Finlandia e infine il Mar Baltico. Harald portò con sé un gran numero di uomini e infine sbarcò a Sigtuna, in Svezia, fra la fine del 1045 e l'inizio del 1046[1]. Durante la sua assenza al trono di Norvegia era salito Magnus I di Norvegia, figlio di Olaf II e nipote di Harald, tornato dall'esilio nel 1035 per reclamare il trono di suo padre dopo la morte di Canuto il Grande. È possibile che fu proprio per questo che Harald decise di tornare in Norvegia appena possibile, i figli di Canuto avevano deciso di abbandonare il paese per combattere e cercare di tenersi l'Inghilterra e giacché i suoi figli Aroldo I d'Inghilterra e Canuto II d'Inghilterra erano morti entrambi entro il 1042 la posizione di Magnus come re pareva inattaccabile. Durante i suoi undici anni di regno non vi furono mai rivolte interne[5] e quando il trono di Danimarca restò vacante nel 1042 Magnus venne eletto re anche di quel paese sconfiggendo l'altro pretendente Sweyn Estridsson. Avendo udito della sua sconfitta Harald propose a Sweyn di incontrarsi in Svezia insieme ad Anund Jacob di Svezia che regnava su quelle terre già dal 1022.Magnus accettò di condividere il potere con Harald ed i due divennero entrambi regnanti di Norvegia. Appena un anno dopo Magnus morì, e sorsero diverse speculazioni sulla misteriosa morte di suo nipote e della possibile presenza di un complotto di Harald per diventare l'unico sovrano di Norvegia. Harald fondò intorno al 1050 la città di Oslo.
Il sovrano norvegese era giunto in Inghilterra con l'intenzione di reclamare il trono inglese in forza di un supposto patto stretto tra Magnus e re Hartacanuto secondo la quale se uno dei due fosse morto senza eredi l'altro sarebbe diventato sovrano di Norvegia e d'Inghilterra. Harald sbarcò sulle coste inglesi con un esercito di 15.000 uomini ed ottenne una prima vittoria il 20 settembre 1066 nella battaglia di Fulford a due miglia a sud di York, ma in seguito il suo esercito venne sconfitto nella battaglia di Stamford Bridge, vicino a York, il 25 settembre 1066 combattendo contro le forze di Harold II d'Inghilterra. Qui Harald III morirà, colpito da una freccia alla gola. (fonte wiki)


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