E’ un eroe leggendario delle saghe norrene dell’ Heimskringla,
tra combattimenti e draghi- probabilmente
ispirati ai coccodrilli visti in oriente- guerriero indomabile, guardia
Variaga dell’Impero Bizantino, combattè anche in Italia, nella campagna anti
araba di Sicilia assieme ai “lucani” Arduino e Guglielmo e Drogone di Altavilla. Fu anche re,
soprannominato Hardrada- il sanguinario- dopo la sua morte ma per i suoi sudditi su
solo il grande guerriero e Re Harald III Sigurdsson di Norvegia dal 1047 al 1066. Leggendario
fondatore di Oslo. Nato attorno al 1015, finì la sua vita combattendo
come aveva vissuto nella Battaglia di Stamford Bridge il 25
settembre 1006. Una data che è indicata come la fine delle incursioni vichinghe
in Inghilterra. Nella sua saga su Harald Hardråde, scritta nel 1225, Snorri
Sturluson descrisse la disposizione delle truppe norvegesi nella battaglia e rivendicò il fatto che essi
avevano lasciato le loro cotte di maglia sulle navi e che quindi furono
costretti a combattere utilizzando solamente scudo,
lancia
ed elmo.
Le saghe, comunque, non sono il riferimento puntuale di fatti storici, e non
riusciremo mai a separare la verità storica dalle parti romanzate.. Già
prima di divenire re Harald passò quindici anni in esilio e lavorò come Mercenario
e come comandante militare per la Rus' di Kiev
e l'Impero bizantino. Quando aveva circa quindici
anni egli combatté nella Battaglia di Stiklestad insieme al
fratellastro Olaf II di Norvegia con lo scopo di reclamare
per sé il trono di Norvegia dopo averlo perso, due anni prima, a favore di Canuto I d'Inghilterra. I due vennero
sconfitti, Olav venne ucciso e Harald costretto all'esilio nella Rus' di Kiev
dove servì il principe Jaroslav I di Kiev fino a ottenere il rango di
capitano e lì rimase fino al 1034 quando si recò a Costantinopoli
insieme ai propri uomini. Lì divenne ben presto uno dei comandanti della Guardia
variaga e prese parte ad azioni che si svolsero nel Mar
Mediterraneo, in Asia minore, Sicilia
e forse anche in Terra santa e in Bulgaria
oltre che nella stessa Costantinopoli dove venne coinvolto nelle dispute
dinastiche. Poi in Italia Nel 1038 Harald partecipò a una spedizione in Sicilia,motivata,
secondo Giorgio Maniace, dal tentativo dei bizantini di
recuperare l'isola dal dominio dei Saraceni
che vi avevano costituito l'Emirato della Sicilia. Durante la campagna
Harald combatté al fianco di mercenari normanni guidati dagli Altavilla Guglielmo Braccio di Ferro e Drogone e secondo Snorri Sturluson egli
catturò quattro città. Nel 1041 la spedizione
siciliana ebbe termine, ma poco dopo una rivolta normanno-lombarda esplose
nell'isola ed Harald si trovò a combattere nuovamente insieme al Catepano d'Italia Michele
Doceano. All'inizio le cose parvero volgere a loro favore, ma i
normanni guidati dal loro vecchio alleato Guglielmo Braccio di Ferro vinsero
sia alla Battaglia di Olivento che a quella di Montemaggiore, combattute rispettivamente
in marzo e in maggio. Harald venne quindi richiamato d'urgenza dall'imperatore
anche per l'insorgere di questioni più pressanti, nel tardo 1041 lui e la guardia
vennero infatti mandati in Bulgaria per contrastare le rivolte capitanate da Peter Delyan.
Il successo della repressione delle rivolte in Bulgaria gli valse la promozione
a Spatharokandidatos un titolo di livello medio entro la corte di Bisanzio,
tuttavia la buona stella di Harald era in discesa, poco dopo la morte di
Michele, nel 1041
sorsero dei conflitti fra il suo successore e nipote Michele V il Calafato e la sua potente
vedova Zoe Porfirogenita in cui Harald venne
coinvolti. . Nel periodo convulso della successione egli venne arrestato, anche
se le fonti discordano sul reale motivo del le saghe affermano che venne
arrestato perché defraudò l'imperatore di parte del suo tesoro, mentre altri
affermano che la sua colpa fu di aver chiesto la mano di una nipote di Zoe la
cui esistenza è per altro messa in dubbio[3].
Se quest'ultimo motivo fosse vero è probabile che l'ira dell'imperatrice vedova
nascesse dal fatto che fosse stata lei a pensare di poter sposare Harald.
Secondo Guglielmo di Malmesbury Harald venne
fermato perché aveva violentato una nobildonna, mentre la Saxo
Grammaticus lo accusa addirittura di omicidio, alcuni storici oggi
ritengono che Michele V lo fece imprigionare semplicemente perché temeva che la
sua lealtà fosse restata devota al defunto zio Michele IV. Le fonti discordano
anche su come Harald sia fuggito di prigione, non si sa se gli venne un aiuto
dall'esterno o se approfittò della confusione che seguì all'incoronazione di
Michele V, quel che si sa è che la guardia variaga si scisse, una parte restò
fedele all'imperatore e un'altra finì sotto la guida di Harald che capeggiava
le rivolte. Alla fine Michele V nell'aprile 1042 venne portato fuori
dal proprio rifugio, accecato e condannato all'esilio in un monastero e secondo
le saghe fu lo stesso Harald a privarlo della vista
Verso casa
Durante il
suo soggiorno in Oriente Harald aveva accumulato grandi ricchezze che aveva
saggiamente fatto arrivare via nave fino alla Rus' dove le aveva affidate alla
custodia di Jaroslav
Le saghe annotano che, insieme ai proventi dei
bottini che si ottenevano in battaglia egli partecipò almeno tre volte al
cosiddetto polutasvarf che si può grosso modo tradurre come saccheggio di
palazzo un termine che potrebbe significare o il saccheggio dell'erario a
seguito della morte dell'imperatore o l'esborso di una forte somma alla guardia
variaga da parte di Michele V con lo scopo di ottenerne la lealtà. È probabile
che quel denaro servisse ad Harald per finanziare la sua corsa alla corona di
Norvegia e se davvero partecipò alle polutasvarf dovette essere in concomitanza
con la morte di Romano III Argiro, Michele IV e la deposizione
di Michele V in cui Harald ebbe sicuramente l'occasione di appropriarsi, oltre
che di quel che gli spettava, anche di denaro aggiuntivo. Dopo che Zoe tornò al
trono nel 1042
insieme al terzo marito Costantino IX Monomaco Harald chiese il
permesso di tornare in patria, tuttavia l'imperatrice glielo rifiutò ed egli
riuscì a scappare con un paio di navi e pochi uomini attraverso il Bosforo.
Nonostante due navi fossero state distrutte grazie a delle catene di ferro la
nave di Harald riuscì a raggiungere sana e salva il Mar Nero[5]
riuscendo a tornare nella Rus' nel tardo 1042[1].
Durante questo soggiorno Harald sposò una delle figlie di Jaroslav, Elisabetta di Kiev, nonché
nipote del re di Svezia Olof III di Svezia, poco dopo il suo rientro
Jaroslav attaccò Costantinopoli ed è plausibile che Harald gli abbia fornito
diverse informazioni utili all'impresaRiguardo al matrimonio è possibile che
fosse già stato deciso prima della sua partenza per Costantinopoli o che
quantomeno fosse stato messo in progetto, durante la sua lontananza Harald
compose un poema in cui s'accennava a una dea russa che ancora non aveva
accettato il suo anello d'oro e che alcuni identificano con Elisabetta[5].
Sempre secondo la Morkinskinna Harald aveva già chiesto a
Jaroslav la mano della figlia solo per sentirsela rifiutare perché non era
abbastanza riccorimane comunque significativo che alla fine le nozze si siano
celebrate giacché le altre figlie erano maritate a uomini come Enrico I di Francia e Andrea I d'Ungheria, uomini che la corona
l'avevano già in testa
Il ritorno in Norvegia
Utilizzando
le enormi ricchezze raccolte dai suoi bottini di guerra, Harald fece ritorno in
Norvegia nel 1045
partendo da Velikij Novgorod passando quindi per il Lago Ladoga,
la Neva,
il Golfo di Finlandia e infine il Mar Baltico.
Harald portò con sé un gran numero di uomini e infine sbarcò a Sigtuna, in
Svezia, fra la fine del 1045
e l'inizio del 1046[1].
Durante la sua assenza al trono di Norvegia era salito Magnus I di Norvegia, figlio di Olaf II e
nipote di Harald, tornato dall'esilio nel 1035 per reclamare il
trono di suo padre dopo la morte di Canuto il Grande. È possibile che fu
proprio per questo che Harald decise di tornare in Norvegia appena possibile, i
figli di Canuto avevano deciso di abbandonare il paese per combattere e cercare
di tenersi l'Inghilterra e giacché i suoi figli Aroldo I d'Inghilterra e Canuto II d'Inghilterra erano morti
entrambi entro il 1042
la posizione di Magnus come re pareva inattaccabile. Durante i suoi undici anni
di regno non vi furono mai rivolte interne[5]
e quando il trono di Danimarca restò vacante nel 1042 Magnus venne eletto
re anche di quel paese sconfiggendo l'altro pretendente Sweyn Estridsson. Avendo udito della sua
sconfitta Harald propose a Sweyn di incontrarsi in Svezia insieme ad Anund Jacob di Svezia che regnava su
quelle terre già dal 1022.Magnus
accettò di condividere il potere con Harald ed i due divennero entrambi
regnanti di Norvegia. Appena un anno dopo Magnus morì, e sorsero diverse
speculazioni sulla misteriosa morte di suo nipote e della possibile presenza di
un complotto di Harald per diventare l'unico sovrano di Norvegia. Harald fondò
intorno al 1050 la città di Oslo.
Il sovrano
norvegese era giunto in Inghilterra con l'intenzione di reclamare il trono
inglese in forza di un supposto patto stretto tra Magnus e re Hartacanuto secondo la quale se uno dei
due fosse morto senza eredi l'altro sarebbe diventato sovrano di Norvegia e
d'Inghilterra. Harald sbarcò sulle coste inglesi con un esercito di 15.000
uomini ed ottenne una prima vittoria il 20 settembre 1066 nella battaglia di Fulford a due miglia a sud di
York, ma in seguito il suo
esercito venne sconfitto nella battaglia di Stamford Bridge, vicino a
York, il 25 settembre 1066
combattendo contro le forze di Harold II d'Inghilterra. Qui Harald III
morirà, colpito da una freccia alla gola. (fonte wiki)



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