mercoledì 10 settembre 2014

NICOLA MORELLI DA MATERA, UN PERSONAGGIO ECCLETTICO: ATTORE, SCULTORE, SCRITTORE



« Piccola foglia al vento, a terra tornato qui giaccio, tutti i miei sogni li porto con me »(Nicola Morelli)


Questi versi sono incisi  sulla statua di bronzo – da lui stesso scolpito- di Nicola Morelli nato a Matera il 10 settembre 1921; un personaggio eclettico nel campo delle arti, essendo stato uno scultore, scrittore ed attore. Al grande pubblico conosciuto nel ruolo del Dott. Calabar nel film Fantozzi del 1975, materano di nascita, entrò nel 1940 nell'accademia di Modena, dove divenne sottotenente. Partecipò a parecchie operazioni di guerra da ufficiale paracadutista NATO nel corso degli anni 1940-1945. Personalità poliedrica, si congedò dal mondo militare nel 1965, all'età di quarantaquattro anni in seguito ad un incidente accaduto durante un lancio.
Poliglotta, parlava perfettamente inglese, tedesco, francese, greco antico e moderno e latino.Si ritagliò un posto d'onore fra i caratteristi del periodo aureo del cinema italiano, e cioè fra la fine degli anni sessanta e la seconda metà degli anni ottanta. Apparve in film divenuti celeberrimi, come alcuni episodi della saga dei Fantozzi e Non ci resta che piangere, (1985), di Roberto Benigni e Massimo Troisi.
Parallela e più importante, fu la sua attività di scultore: lavorò principalmente il bronzo, ma rilevanti furono anche sue opere in pietra, legno e materiali preziosi. I suoi lavori sono collocati in alcuni dei più prestigiosi luoghi del mondo: a Washington e, restando in Italia, a Roma nella sede del CONI, a Montescaglioso vi è una rappresentazione di San Francesco ed a Bernalda una statua di San Bernardino. Significativi inoltre i graffiti della chiesa parrocchiale di San Paolo, a Matera, sua città natale, il monumento sempre bronzeo al Calderaio, dapprima collocato in Via Margherita, ora in Piazza Vittorio Veneto e la grande fusione in bronzo riportante scene di vita e scorci del paesaggio materano, allocato nei locali del Municipio di Matera.
Oltre che scultore fu statuario, ritrattista, medaglista e monetarista; da citare anche le sue opere come medagliere, delle quali famose sono divenute quelle dedicate alla visita a Matera di papa Giovanni Paolo II e quella commemorativa dell'arma che riportava la scritta Combattere senza paura e senza speranza.
È anche stato Accademico Pontificio dei Virtuosi per la scultura ed ha fornito i bozzetti per la coniazione di una serie di monete a corso legale per il Vaticano negli anni '80, e nella commissione nazionale che sceglieva i bozzetti da stampare sui francobolli italiani.
Infine, come saggista, scrisse nel 1951 un saggio critico sui Sassi di Matera, denominato Vita agli inferi, che ebbe il merito di portare l'allora Presidente del Consiglio De Gasperi a Matera.Dopo quella visita fu avviato il progressivo svuotamento delle abitazioni dei Sassi con la costruzione dapprima della frazione rurale La Martella a circa sette km dal centro abitato di Matera, quindi i rioni di Lanera, Serra Venerdi e San Giacomo le cui abitazioni furono assegnate ad abitatori e residenti negli ambienti malsani ed umidi dei Sassi, creandone il progressivo svuotamento. Dopo anni di abbandono gli stessi sono stati ristrutturati e riutilizzati sia come abitazioni che come attività turistico/ricettive/commerciali. . Scrisse ancora: Il salto nel vuoto, Rosso di sera, Il paracadutismo e Il contrappello. Prima di morire, fece a tempo a pubblicare un'altra opera, Le storie di cheravanna, dove vengono menzionati molti avvenimenti e personaggi legati ai Sassi di Matera, tra i quali Don Crifò che era solito riportare le problematiche umane. Le ristrettezze della vita avrebbero suggerito, se non di necessità, di limitare le nascite:" Don Crifò non disponeva dei dati statistici moderni, secondo cui non è già l'aumento della popolazione, bensì la carenza o l'assenza di organizzazione e di progresso socio-economico, che determina la miseria e la fame nel mondo". Molto colorita ed autoironica la definizione di se stesso a chiusura delle Storie di Cheravanna, finito di stampare nel luglio del 1994: "Nicola Morelli è un vecchio soldato in pensione, nato a Matera nel 1921. ........ Non è Dottore e non è Cavaliere. E' calvo, è scapolo e dorme sul fianco sinistro".
Morelli si spense il 5 novembre del 1994, in seguito ad un breve ricovero all'ospedale: venne sepolto al Cimitero nuovo, dove tutt'oggi riposa, sotto una lastra di marmo a sua volta sottostante ad una statua bronzea di un frate in ginocchio.
Filmografia

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