C’è stato un colpo di stato in Italia? Non nella Repubblica
Italiana di certo ma nel suo territorio naturale si, capitò a San Marino il 30
settembre 1957, ricordato come i “Fatti di Rovereta”.
All’epoca il mondo è
diviso in due blocchi: comunismo e anticomunismo. L’Europa stessa è divisa da
un confine artificiale e d ideologico la
‘cortina di ferro’. Da una parte sono schierati gli Stati organizzati sui
principi del comunismo e fanno capo alla Russia , dall’altra, con varie
sfumature, gli Stati che si oppongono all’avanzata del comunismo e fanno capo
agli Stati Uniti d’America e della Nato.San Marino è una anomalia geo-politica:
sta nell’area degli Stati anticomunisti, ma è retto da un governo a maggioranza
comunista.
Per il mondo comunista quel che sta succedendo a San Marino
è un tentativo degli anticomunisti di eliminare l’anomalia sammarinese. Per gli
anticomunisti è la dimostrazione che i comunisti, una volta giunti al potere,
non lo mollano più, anche se perdono la maggioranza in parlamento.
Anzi l’Italia è un paese di frontiera. Un paese considerato
talvolta in bilico da parte degli Stati Uniti d’America per il grande numero di
italiani che aderiscono al comunismo: il PCI è il più grande partito comunista
dell’Occidente.
Il governo, in Italia, da subito dopo la guerra è in mano
alla Democrazia Cristiana che lo gestisce assieme ad alcuni piccoli partiti,
fra cui il Partito Socialdemocratico di Giuseppe Saragat. Saragat è un
socialista che vuol essere socialista senza essere né comunista né
fiancheggiatore del comunismo. Egli rimprovera agli Stati comunisti la mancanza
di democrazia. Si caratterizza proprio per il rifiuto assoluto della dittatura.
Anche la dittatura del proletariato quale si è instaurata nei paesi al di là della
‘cortina di ferro’, è considerata da Saragat un dittatura tout court.
All’opposizione, in Italia, c’è il PCI guidato da Palmiro
Togliatti. Il PCI è affiancato dal PSI di Pietro Nenni che, dopo i fatti
d’Ungheria, cerca, però, un avvicinamento a Saragat. L’incontro Nenni-Saragat a
Pralognan (località alpina in Francia) fa parlare a lungo i giornali. Ma non
avrà seguito. Il congresso del PSS tenutosi poco dopo a Venezia costringerà
Nenni a non rompere col PCI..I governi italiani, nonostante che siano sempre
retti da coalizioni incentrate sulla DC e quindi mantengano una certa
continuità nella linea politica sia all’interno che verso l’esterno, sono
deboli e con durata inferiore all’anno. Dal giugno del 1957 è Presidente del
Consiglio il democristiano Adone Zoli. Il suo governo è tutto di democristiani.
Un governo monocolore con l’appoggio - non dichiarato ufficialmente - del
Movimento Sociale Italiano e dei Monarchici.
( fonte http://www.libertas.sm/)
Successivamente al governo di unità nazionale seguito alla
caduta del fascismo,
dalle elezioni dell'11 marzo 1945 la Repubblica fu retta da una coalizione di sinistra
tra il Partito Comunista Sammarinese (PCS)
e il Partito Socialista Sammarinese (PSS),
confermata anche alle consultazioni del 1955. In quelle
elezioni, PCS e PSS avevano ottenuto complessivamente 35 seggi sui 60 del Consiglio Grande e Generale; tuttavia,
negli anni successivi, si verificarono degli spostamenti tra i gruppi consiliari
– a opera di un gruppo di cinque dissidenti del PSS contrari all'alleanza con
il PCS – che portarono il Consiglio ad essere spaccato a metà dal febbraio1957.
Queste scelte politiche si inserivano nel contesto
internazionale della Guerra Fredda, per cui il governo democristiano italiano tollerava a fatica
la presenza dei comunisti al governo della piccola Repubblica, che aveva
mostrato in quegli anni un deciso rafforzamento delle politiche sociali e delle
relazioni diplomatiche con l'Unione
Sovietica. L'uscita del PCS dal governo veniva percepita come necessaria
per ottenere l'appoggio finanziario dell'Italia e degli Stati Uniti.
Già in precedenza l'Italia, per volere del presidente del
consiglio Mario Scelba, aveva posto in essere un atto di forza
verso il governo sammarinese, imponendo la chiusura di un casinò appena
aperto nella Repubblica del Titano.
La perfetta parità in Consiglio non impedì in un primo tempo
il funzionamento dell'organo, che si trovò invece paralizzato quando, a metà
aprile, i dissidenti socialisti diedero vita a un nuovo partito, il Partito Socialista
Indipendente Sammarinese alleato nella "compagine
democratica" con i democristiani e il Partito
Socialista Democratico Sammarinese. Vista la situazione di stallo, per
tutta l'estate, i Capitani Reggenti Giordano Giacomini e Primo Marani evitavano di
riunire il Consiglio; tuttavia, erano obbligati a convocare la seduta per
l'elezione dei Reggenti per il mandato ottobre 1957 – aprile 1958, come prescritto
dagli Statuti. L'elezione venne fissata per il pomeriggio del 19 settembre.
Il 18 settembre Attilio Giannini, eletto
nel 1955 come indipendente nella lista del PCS, abbandonò la coalizione
governativa. Si venne così a creare una nuova, risicata, maggioranza formata da
23 consiglieri democristiani, 5 del socialisti indipendenti,
2 socialdemocratici e
dall'indipendente Giannini.
In seguito alla comunicazione da parte dell'opposizione
della costituzione della nuova maggioranza, la Reggenza ricevette dai segretari
del PCS e del PSS le lettere di dimissioni di 34 consiglieri della precedente
maggioranza con firme autentiche datate 19 settembre 1957. Era infatti
consuetudine del PCS e del PSS far firmare ai loro eletti una lettera di
dimissioni con la data in bianco, a titolo di garanzia del rispetto delle
direttive del Partito nell'attività consiliare. Risultavano dimissionari, quindi,
anche i quattro consiglieri del PSIS – pur avendo precedentemente ritrattato le
dimissioni in Consiglio – e il Giannini.
Constatata la dimissione della maggioranza dei consiglieri,
la Reggenza sciolse il Consiglio e indisse nuove elezioni per il 3 novembre.
Inoltre, diede ordine alla Gendarmeria di chiudere e presidiare Palazzo
Pubblico, presso cui si stavano dirigendo i consiglieri della nuova
maggioranza.
La decisione della Reggenza dava luogo ad una delicata
situazione istituzionale, in quanto lo scioglimento del Consiglio si rendeva
obbligatorio in seguito alle dimissioni della maggioranza dei consiglieri, ma
ciò provocava la proroga del mandato degli stessi Reggenti in carica,
circostanza che mai si era verificata se non per decisione del Consiglio, in
occasione di eventi di straordinaria gravità.
I 31 consiglieri della nuova maggioranza, dopo aver nominato
un Comitato Esecutivo composto da Federico Bigi, Alvaro Casali, Pietro Giancecchi e Zaccaria Giovanni
Savoretti, si riunirono sul sagrato della Pieve dove rivendicarono la guida
del Paese. A loro avviso, la mancata elezione dei nuovi Reggenti si configurava
come un colpo di Stato; tuttavia, non diedero vita a un nuovo governo, né
elessero i nuovi Reggenti.
In seguito a tali eventi, non si verificarono disordini, pur
perdurando il clima di tensione. Nei giorni seguenti, tutti i partiti
ricercarono appoggi e contatti con gli esponenti italiani.
La sera del 30 settembre i consiglieri della nuova
maggioranza occuparono a Rovereta uno stabilimento industriale in disuso,
situato in una lingua di territorio sammarinese entro il territorio italiano.
Allo scoccare della mezzanotte del 1º ottobre, in concomitanza con la scadenza
del mandato dei Reggenti in carica, i membri del Comitato Esecutivo si
proclamarono a capo di un governo provvisorio. Subito dopo i Carabinieri (italiani)
circondarono lo stabilimento per tre lati su quattro, quelli in territorio
italiano. Il Governo italiano riconobbe immediatamente il governo provvisorio.
Sparsasi la voce della costituzione del governo provvisorio,
la Reggenza istituì un Corpo di Milizia Volontaria, temendo l'intervento armato
del governo provvisorio sostenuto da militari italiani verso il Palazzo
Pubblico.
In un quadro di crescente tensione, alimentata dall'afflusso
di armi dall'Italia a sostegno di entrambe le parti e dal fallimento dei
tentativi di mediazione, il Comandante della Gendarmeria Ettore Sozzi si dimostrò
in grado di mantenere l'ordine pubblico. Tra l'8 e il 10 ottobre, il governo
provvisorio affidò proprio a Sozzi i pieni poteri per il mantenimento
dell'ordine pubblico e la costituzione di un nuovo Corpo di Gendarmeria in
Città.
L'11 ottobre i Reggenti misero fine alla crisi, riconoscendo
il governo provvisorio e sciogliendo la Milizia Volontaria. Il 14 ottobre il
governo provvisorio lasciò Rovereta per salire sul Titano e
insediarsi a Palazzo Pubblico. (fonte Wiki)





io so da poco che per pococi fu colpo di stato negli anni 70 poi dopo i politci si misero d accordo coi generali e tutta la cricca che gli avrebbero alzto i stipendi e loro per questo si fermarono be si sa che in ralta sono loro che detengono il potere sia in italia che dovunque e da sempre loro hanno i loro soldati dalla loro parte perche appunto li comandano e va e ando tuttoo come ando purtroppo un discorso che ti ha fatto ieri e mesi fa su altri tuoi articoli be vedi io c elo con loro i politici i la vera infazione del umanita e lo da sempre be tra i comandanti ci sono da sempre una minoranza di comandanti bravi ma appunto essendo pochi non contano e non hanno mai contato un cazzo anche per i paesi diciamo dittatori feroci come ad esempio il bravo ed eroico colonello stauffemberg che insieme a rommel e altri bravi come lui provo invano ad uccidere hitler un uomo d onore orgoglioso della divisa che portava una gran persona come rommel e il generale beck no patton quel vile pezzo di merda putrefatto che fece traucidare senza pieta dei poveri soldati italiani e tedeschi che si erano andati a nascondere travolti dall enorme superioritA del suo esercito tutto questo in sicila nell estate del 43 un questo fu lo sbarco che fecero per invogliare i nazisti ad invadere l italia che la gente dovrebbbero informarla bene cmq un vigliacco che ni nascose dietro la massa e viene esaltato come un eroe che se stava da solo con loro si sarebbe cacato a dosso come un bamabino di tre anni perche appunto solo una merda anche se era americano e questi tre che ti ho citato erano tedeschi ma non nazisti cmq attendo risposte su altri tuoi articoli
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