mercoledì 1 ottobre 2014

1 OTTOBRE 1061 ELETTO PAPA ALESSANDRO II, A MELFI NEL 1067 TENNE IL II CONCILIO

Il 1 ottobre  1061  diventa papa  Alessandro II, nato Anselmo da Baggio (Baggio, 1010/1015  Roma, 21 aprile 1073). Originario di Baggio, presso Milano, compì i suoi studi nella scuola cluniacense di Lanfranco di Pavia a Bec, fu ordinato sacerdote verso il 1055.[1]
Nel 1057 fu nominato vescovo di Lucca, carica che terrà anche durante il papato. Come vescovo di Lucca fece riedificare il Duomo. Nel periodo in cui fu vescovo sostenne Ildebrando di Soana nell'impresa di sopprimere la simonia e di rafforzare il celibato del clero. Anselmo capeggiò la pataria milanese, un movimento popolare contro l'immoralità nel clero. 

Il pontificato

L'ascesa al Soglio pontificio fu guidata da Ildebrando, che agì in conformità con i decreti del 1059[2], Alessandro II fu il primo pontefice ad essere eletto da un consesso di prìncipi della Chiesa senza l'intrusione del potere imperiale. Non rinunciò alla cattedra lucchese, che mantenne fino alla morte. Al momento della sua elezione non era cardinale. Alessandro II si batté per il celibato del clero e contro la simonia, sgradevole pratica che faceva mercato delle cariche ecclesiastiche e delle indulgenze.
Alessandro II fu il primo papa a riprendere il dialogo con la chiesa di Costantinopoli dopo la rottura avvenuta nel 1054 sotto il pontificato di papa Leone IX: nel 1071egli inviò una delegazione presso l'imperatore bizantino Michele VII. Inoltre entrò in contrasto sia con i normanni di Roberto il Guiscardo che con l’imperatore del Sacro Romano Impero Enrico IV di Franconia, della dinastia Salica.



IL II CONCILIO DI MELFI
I lavori si tengono dal 1º agosto 1067 fino a settembre 1067 nel castello  di Melfi, con la partecipazione di alcuni Cardinali  nobili come i fratelli D’Altavilla Roberto Il Guiscardo e Ruggero II e di numerosi vescovi ed abati.
Alessandro II celebra il Sinodo anche nella chiesa di San Pietro, che è la prima cattedrale della città, assoggettata direttamente alla Santa Sede. Al Concilio partecipa, tra gli altri, il cardinale vescovo di Tuscolo, Giovanni III e l’Arcivescovo Alfano di Salerno
Il Pontefice organizzò  alcune sessioni del concilio Papale anche nella vicina Troia: questa città della Capitanata sarà prescelta per la celebrazione di altri quattro Sinodi.
Un ritratto del Pontefice, realizzato nel periodo 1748 / 1765, sarà esposto nella cattedrale di Melfi a ricordo dell'avvenimento 

Aspetti religiosi[

Alessandro II si occupa di vicende che riguardano il clero di Puglia, Basilicata, Campania e dei Balcani.
Il Pontefice dichiara la Chiesa di Troia libera da quella di Benevento e regala alla città sia l'Oppidum Biccharum (poi: Biccari) che il casale di Ripalonga.
Il Papa, durante i lavori, depone il vescovo di Ascoli Satriano, perché non canonicamente consacrato ed appartenente alla fazione bizantina.
Alessandro II promuove un'inchiesta sui monaci benedettini di Santa Maria delle Tremiti, che si sollevano contro Montecassino e costituiscono una repubblica sull'isolotto di San Nicola, al largo del Gargano.
Il Pontefice affida all'arcivescovo Ugo di Otranto la giurisdizione su cinque diocesi suffraganee: Castro, Ugento, Alessano,Gallipoli e Lecce.
Alessandro II nomina Arnaldo, già al seguito dei Normanni, arcivescovo metropolita di Acerenza. Questi continua i lavori della cattedrale, e li affida a maestranze locali, dirette da architetti francesi, che si ispirano al monastero benedettino di Cluny, di cui egli è stato Abate.
Il Papa aderisce alla richiesta del protospatario Michele Bodin (Mihailo Prislavo), figlio del re Mihailo, ed erige nei Balcani il vescovado autonomo di Antivari, in Doclea.
Interviene ai lavori l'arcivescovo Alfano di Salerno, che espone la situazione nella propria arcidiocesi. Di conseguenza il Concilio scomunica, a settembre, il cavaliere Turgisio di Sanseverino – capostipite della famiglia San Severino-in quanto usurpatore delle terre e dei casali del principe Gisulfo, con esproprio delle proprietà della Chiesa e delle Abbazie. Turgisio dal norreno Thorgisl (« Ostaggio di Thor »); in francese: Turgis, Tourgis, conosciuto anche come Trogisio o Troisio (Normandia, ... – Italia, 1081), è stato era  discendente dalla stirpe reale dei duchi di Normandia
Le prime notizie su Turgisio risalgono al 1045 circa, quando giunse in Italia come cavaliere con il fratello Angerio. Per il suo valore in battaglia, nel 1061 fu investito da Roberto il Guiscardo della contea di Rota, un centro popoloso già appartenuto alla famiglia dei Principi longobardi di Salerno. Turgisio usurpò altre terre e casali al principe longobardo Gisulfo ed a chiese ed abbazie. Nel settembre 1067, al Concilio di Melfi, per intervento del vescovo di Salerno, Alfano, venne scomunicato dalPapa Alessandro II, col quale poi si riconciliò dopo un incontro a Capua.
Turgisio nel 1077 fu confermato conte di Rota e investito dei nuovi possedimenti nella valle di Mercato San Severino, dove stabilì la sua dimora per cui tutti i suoi successori, dal nome del castello, assunsero il cognome dinastico de Sancto Severino.
Nel 1081 Turgisio morì e gli succedette nel feudo di Sanseverino il primogenito Ruggero, che sposò la longobarda Sica, nipote di Guaimario IV di Salerno. Degli altri figli di Troisio, Silvano divenne signore di Roccapiemonte, Troisio II del Cilento, di Montemiletto e di Bracigliano, mentre Diletta andò sposa al milite Eremberto. 


Alessandro II accusa Roberto il Guiscardo di essersi impadronito dei beni ecclesiastici e lo costringe a restituirli. Il Concilio scomunica Roberto il Guiscardo e Guimondo de Moulins, per aver sottratto le proprietà della Chiesa di Salerno. I  de Moulins, de Molinis o de Molisio  originari del castrum normanno Moulins che dovette abbandonare insieme con i fratelliRoberto, Antonio, Guimondo (III), Ugo, Alaino e Toresgando(?)/Tristano per la loro ribellione a Guglielmo il Bastardo, duca di Normandia. diedero il nome all’attuale Molise dove avevano i feudi.
La bolla pontificia di Alessandro II rende noto che nel sinodo tenuto il 1º agosto in Melfi nella chiesa sede dell'episcopato Alfano muove lagnanze per aver Guglielmo d'Altavilla detto del Principato - (1027 circa – 1080 circa) è stato un cavaliere normanno. Divenne Conte di molte terre all'interno delPrincipato di Salerno dal 1056 ed in seguito governò anche la Capitanata. Fu sepolto a Venosa nella S.S. Trinità.
Nelle cronache latine è chiamato indifferentemente Willermus o Wilelmus (dal francese Guillaume). Era il fratellastro omonimo di Guglielmo d'Altavilla, detto Braccio di Ferro- usurpato le eredità che appartengono alla Chiesa. "Lo chiamiamo dinanzi a noi e lo ammoniamo di restituire alla Chiesa quanto egli ha violentemente tolto. Ma non volle obbedire e, a giudizio di tutto il Sacro Concilio, lo allontaniamo, insieme con i suoi fautori, dalle soglie della Santa Chiesa e lo colpiamo di anatema sinché si ravveda".


Aspetti politici

Il Pontefice pensa di ristabilire il sodalizio tra i Normanni e la Chiesa che si regga sugli interessi della Santa Sede e sulle esigenze delle casate Normanne.
Il Papa consolida il proprio potere e risolve i rapporti con i capi Normanni, dopo che Guglielmo d'Altavilla ha invaso il territorio intorno a Salerno, e preoccupa Gisulfo II. Allora Roberto il Guiscardo affida la mediazione tra le parti alla consorte Sichelgaita, principessa longobarda di Salerno figlia di Guamario IV.
Alessandro II poi ricevette in udienza, durante il Sinodo, il principe longobardo di Salerno, Gisulfo II, ed i fratelli Roberto il Guiscardo e Ruggero d'Altavilla.

 (fonte wiki) 

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