domenica 12 ottobre 2014

COMUNIC@RE, TAVOLA ROTONDA A TITO DURANTE EXPORADIO SU INFORMAZIONE, WEB E LEGGE SU EDITORIA

articolo di Leonardo Pisani su www.giornalelucano.com 
Inutile negarlo, ormai i social network specie twitter e facebook sono diventati un canale importante non solo per la comunicazione, lo svago, l’approfondimento di tematiche ma anche per il reperimento di notizie. Senza divagare troppo sulle potenzialità del giornalismo via rete, e rimanendo nell’ambito della nostra Basilicata è rimbalzata la notizia di un interessante incontro svoltosi a Tito durante Exporadio che si sta tenendo nell’Ente Fiera Basilicata. 

Il tema è stato la comunicazione ad ampio raggio, un titolo suggestivo comunic@re: rete e relazioni; relatori competenti come Fernando Barbaro Presidente Basilicata Fiera,Graziano Scavone Sindaco Tito, Piergiorgio Siciliano presidente sezione ARJ di Basilicata Giuditta Lamorte Presidente Corecom Basilicata, Fausto Taverniti Direttore Rai Basilicata, Filippo Squicciarini Comparto Polizia di Stato Postale Basilicata, Salvatore Masi dell’Università degli studi della Basilicata e Oreste Lopomo dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti.
Tanti gli argomenti trattati, e soprattutto una proposta interessantissima lanciata da Oreste Lopomo  ossia di realizzare un Tavolo permanente della Comunicazione, proposta che lo stesso Corecom di Basilicata sembra abbia accolto con favore ritenendolo indispensabile oltre che di assoluto interesse. Ebbene, si è discusso di Web e Minori- Filippo Squicciarini ho avuto modo di ascoltarlo ad Avigliano sul tema, competente e ottimo comunicatore. Sul Digitale Terrestre tema sul quale il nuovo Corecom di Basilicata appena nominato ha incominciato a lavorare, infatti è notorio che l’attività svolta dopo numerose lamentele per scarsa ricezione del segnale in digitale terrestre in molte zone della regione- specie sulla costa Jonica- ha iniziato una intensa attività di discussione e confronto con Rai e Rai Way. Inoltre non tutti i canali sono visibili in molte comunità lucane. Poi un argomento spinoso: la legge sull’editoria lucana. E’ notorio che in Italia si legge sempre meno, gli ultimi dati sono sempre più allarmanti, infatti non si salvano neanche le letture di evasione e neanche la stampa sportiva. Le cifre dell’agosto scorso parlano chiaro: – 16,4% Corriere dello Sport, – 10,7% Gazzetta dello Sport, -9.7% Tuttosport rispetto ad agosto 2013. Poi come fa notare nel suo blog http://dartortorromeo.com/ Dario Torromeo – giornalista sportivo di indubbia fama, ma anche scrittore ed esperto di comunicazione- i dati se paragonati ad agosto 2012, mese dei Giochi di Londra sono ancora più tragici: Corriere dello Sport -34,1%, Gazzetta dello Sport -25,9%, Tuttosport -32,6%. La crisi del cartaceo è evidente anche nel campo dei settimanali: Chi -8,7%, Sorrisi e Canzoni TV -15,6%, Oggi – 8%, Settimanale Di Più – 5,9%, Gente -8,7%, Diva e Donna -1,9%. Per i libri la situazione, se possibile, è addirittura peggiore. Se anche le grandi case editrici come Feltrinelli e Mondadori, o le medie come Baldini Castoldi Dalai (fallita a febbraio di quest’anno) vanno in crisi, figuratevi come stiano le altre ( fonte Dario Torromeo http://dartortorromeo.com/2014/10/09/giornali-libri-riviste-la-lettura-verso-il-baratro/) .

Facile immaginare quindi la situazione in una piccola regione come la Basilicata, a scarsa demografia e economicamente svantaggiata: si legge sempre meno, si comprano sempre meno quotidiani, il passaggio successivo è deterministico: meno incassi, meno pubblicità, meno ricavi. Le conseguenze? Finanze in rosso con la conseguenza che i giornalisti e gli impiegati e i collaboratori ne pagano lo scotto economico: meno lavoro, redditi spesso in ritardo, difficoltà a svolgere la professione per i free lance, possibili arretrati; contratti di solidarietà ecc. ecc. La situazione è difficilissima se non drammatica, inutile negarlo. Ben venga una seria e efficace legge sull’Editoria nelle terre di Basilicata, che comprenda anche il nuovo giornalismo on line- troppo speso trascurato e considerato di serie b-; il Presidente Lamorte ha annunciato che  il Corecom di Basilicata  procederà alla mappatura delle testate native digitali.
 Sempre dai social network prendo un commento sull’argomento di Giuseppe Fiorellini- Vice Presidente dell’Associazione della Stampa di Basilicata: “Giungere ad una legge di sostegno all'editoria non è cosa semplice ma credo sia ormai diventata un'esigenza imprescindibile alla quale nessuno può e deve sottrarsi. Il Tgr che ormai col digitale terrestre non ha più copertura regionale e sotto la scure del processo di smantellamento Rai rischia un forte ridimensionamento. Le tv che hanno superato lo scoglio della digitalizzazione e che hanno bisogno di ossigeno per consolidare i loro sforzi. Le radio che non sono ancora in grado in di offrire un'informazione professionale. I quotidiani nei quali la solidarietà e gli stati di crisi sono all'ordine del giorno. I cittadini ai quali deve arrivare un'informazione autorevole, indipendente obiettiva. I giornalisti che devono poter svolgere il proprio lavoro, sempre dalla parte dei lettori, e con la certezza della retribuzione. Serve valutare uno stato "ottimale" del comparto con letture analitiche di dati occupazionali, numero di potenziali lettori, previsione di occupazione. Raccogliere questi elementi con cognizione di causa e portarli ad un tavolo regionale qualificato (editori, giornalisti, associazioni, Regione) rappresenta di sicuro il primo passo per dare all'intero comparto uno strumento utile alla sua crescita”. Poche parole da stile di rete ma precise e che fanno riflettere. Una buona qualità della stampa e della informazione non può prescindere da garanzie anche economiche, di sicurezza del proprio lavoro tanto da svolgerlo con serenità e mente libera, senza incertezze nel futuro o precarietà vita natural durante. Poi sul web ed i rapporti dei minori, a parte il plauso alle attività di informazione che svolgono sia le scuole, che le istituzioni, e spesso anche associazioni e circoli culturali sui pericoli che possono scaturire dalla rete- da non sottovalutare perché ne sono tanti ed i crimini molto elevati- dal cyber bullismo, alle molestie, ed ai fenomeni più gravi come la porno-pedolifia e le violenze sessuali; bisogna anche accogliere il consiglio di molti esperti sulla qualità della comunicazione via rete. Straordinario fenomeno di massa, capace di abbattere tempo e spazio la “nuova comunicazione digitale “ però porta con se alcune problematiche, che sono correlate alla scarsa propensione alla lettura.

Prima gli sms, poi my space, netto poi il fenomeno dirompente di Facebook nel 2004 seguito da Twitter nel 2006 hanno scambiato il modo di comunicare, ma radicalmente nei modi, nei gerghi, anche nella scrittura. Ormai la moda è lanciare un post o un twitter, senza poi approfondire o meglio spesso neanche motivare il perché e le motivazioni. Insomma comunicazione iperveloce, spesso superficiale ed estremamente “liquida” la si dimentica in un attimo. Poi anche il fenomeno sempre maggiore del litigio e del turpiloquio che si assiste nei social, come se fosse terra di nessuno e un luogo dove non esistono né regole ne leggi, Non è così, a parte la Netiquette – educazione nel utilizzo del web- le leggi esistono e come, hanno validità anche nell’oceano della Rete. Conclusione? Informazione, formazione soprattutto per bambini ed adolescenti che sempre più usano i social, e poi loro sono i “nativi digitali”.E lanciamo anche il campanello d’allarme, non basta mai anche se sia le stesse forze dell’ordine che le istituzioni ed anche circoli ed associazioni culturali lucane lavorano molto e bene nella divulgazione, la rete è bella e fa divertire ma nasconde pericoli, sia dalla crescente dipendenza psicologica- il Sert lucano è all’opera-  che nei reati dal cyber bullismo, alla porno-pornografia alle violenze psicologiche e fisiche , alla pedofilia. Non si fa mai abbastanza, ed è un argomento che le stesse autorità ed istituzioni politiche dovrebbero tener sempre presente nelle loro agende, se vogliono essere “ipermoderne”. E poi una piccola provocazione, perché non occuparsi anche di qualità della comunicazione politica?
 . Sarà la pigrizia, sarà la nuova società “liquida” saranno i mezzi – McLuhan ritorna in auge- ma di fatto ormai le campagne politiche e spesso anche la stessa attività amministrativa o politica sono presentate con brevi twitter e post fatti velocemente. Ormai al bando si punta sulla velocità, seguendo i consigli di qualche “guru” della nuova comunicazione : l’importante è cinguettare e non spiegare, l’importante è mettere un post, e non il confronto e la dialettica. Che abbia ragione Pietro Trabucchi ““Quando abbassiamo il livello di comunicazione in termini di quantità e di qualità, i «non detti» acquisiscono forza e vigore in maniera esponenziale. Si tratta di un pericolo insito in particolare in tutte le nuove tecnologie comunicative.” – da Perseverare è umano.


Leonardo Pisani

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