« La
libertà è la facoltà dell'Uomo di valersi di tutte le sue forze morali e
fisiche come gli piace, colla sola limitazione di non impedir agli altri di far
lo stesso. »
(Francesco Mario Pagano, Costituzione Napoletana dell'anno
1799)
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| Paolo I Romanov |
Tanti furono gli appelli di molte case regnati
europee, ma tutto fu inutile, inutile fu anche l’accorato appelo di Paolo
I Petrovič Romanov Zar dell’Impero Russo che scrisse al re
Ferdinando IV di Borbone: «Io ti ho
mandato i miei battaglioni, ma tu non ammazzare il fiore della cultura europea;
non ammazzare Mario Pagano, il più grande giurista dei nostri tempi». Era il 29 ottobre 1799, a Napoli in Piazza
Mercato il
lucano Mario Pagano fu giustiziato assieme ad altri repubblicani come Domenico Cirillo, Giorgio Pigliacelli e Ignazio Ciaia.
Secondo Giuseppe Poerio,Pagano, salendo sul patibolo,
pronunciò la seguente frase: « Due generazioni di vittime e di carnefici
si succederanno, ma l'Italia, o signori, si farà” Fu profeta l’illustre
giurista, filosofo, politico ed anche drammaturgo burgentino .
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| Ferdinando IV di Borbone |
Francesco Mario Pagano
nacque a Brienza l’ 8 dicembre 1748 ,
figlio della antica l Lucania diventò uno dei maggiori esponenti dell'Illuminismo italiano ed un precursore del positivismo oltre ad essere considerato
da Enrico Pessina l'iniziatore della «scuola
storica napoletana del diritto» Personaggio
di spicco della Repubblica Partenopea (1799), le sue arringhe contornate di citazioni
filosofiche gli valsero il soprannome di "Platone di
Napoli"
.
Nato
da una famiglia di notai, all'età di
quattordici anni si trasferì a Napoli dopo la morte del padre, stabilendosi
presso lo zio Nicola. Ultimò gli studi classici sotto l'egida di Gerardo De
Angelis, da cui apprese anche gli insegnamenti di latino, greco, ebraico e
frequentò i corsi universitari, conseguendo la laurea in giurisprudenza nel
1768 con il Politicum
universae Romanorum nomothesiae examen, dedicato a Leopoldo di Toscana ed
all’amico grecista Giuseppe Glinni di Acerenza.
Fu, inoltre, allievo del Genovesi,
il cui insegnamento fu fondamentale per la sua formazione, e amico d iGaetano Filangieri con cui condivise l'iscrizione alla massoneria.
Pagano appartenne a La
philantropia, loggia di rito inglese, della quale sarebbe stato nominatomaestro venerabile. Inoltre, i proventi
dell’attività di avvocato criminale gli consentirono di acquistare un terreno
all’Arenella, dove costituì una sorta di accademia, alla quale partecipava, tra
gli altri, Domenico Cirillo.![]() |
| Brienza, castello e borgo medioevale |
Ebbe la cattedra di
etica (1770),
poi quella di diritto criminale (1785)
all'Università di
Napoli, distinguendosi come avvocato presso il tribunale
dell'Ammiragliato (di cui diventò poi giudice) nella difesa dei congiurati
anti-borbonici della Società
Patriottica Emanuele De Deo, Vincenzo Galiani e Vincenzo Vitaliani pur non riuscendo ad evitarne la messa
a morte (1794).
Nel 1796 fu incarcerato in seguito ad una
denuncia presentata contro di lui da un avvocato condannato per corruzione che lo aveva accusato di cospirare
contro la monarchia ma venne liberato nel 1798 per mancanza di prove. Scarcerato il
25 luglio del 1798, riparò clandestinamente a Roma, dove venne accolto
positivamente dai membri della Repubblica Romana, dove ricevette la
cattedra di Diritto nel Collegio Romano, accontentandosi di un compenso che gli
garantiva il minimo indispensabile per vivere.
Lasciata Roma, si spostò per un breve periodo
a Milano e, dopo la fuga del re Ferdinando IV a Palermo,
fece ritorno a Napoli il 1º febbraio 1799, divenendo uno dei
principali artefici della Repubblica Napoletana, quando il generale
francese Jean-Étienne Championnet lo nominò tra quelli che dovevano
presiedere il governo provvisorio.
La vita della
repubblica fu corta e molto difficile: mancava l'appoggio del popolo, alcune
province erano ancora estranee all'occupazione francese e le disponibilità
finanziarie erano sempre limitate a causa delle sovvenzioni alle campagne
napoleoniche. In questo breve lasso di tempo, Pagano ebbe tuttavia modo di
poter realizzare alcuni progetti. Importanti in questo periodo furono le sue
proposte sulla legge feudale, in cui si mantiene su posizioni piuttosto
moderate e il progetto di Costituzione della Repubblica Napoletana . Essa per la prima volta stabiliva la giurisdizione esclusiva dello Stato sui
diritti civili e, tra le altre cose, prevedeva il decentramento amministrativo
della città. La carta elaborata da Pagano prevedeva inoltre l'istituzione dell'eforato, precursore dell'odierna Corte Costituzionale Il suo progetto rimase tuttavia inapplicato a causa dell'imminente
restaurazione borbonica. Pagano si distinse sostenendo altreleggi di capitale
importanza come quella sull’abolizione dei fedecommessi (10 febbraio),
sull’abolizione delle servitù feudali (5 marzo), del testatico (22 aprile),
della tortura (1º maggio).
Morte[
Con la caduta della
Repubblica, Pagano, dopo aver imbracciato le armi che difesero strenuamente gli
ultimi fortilizi della città assediati dalle truppe borboniche, venne arrestato
e rinchiuso nella "fossa del coccodrillo", la segreta più buia e
malsana del Castel Nuovo. Venne in seguito trasferito nel
carcere della Vicaria e ai primi di agosto nel Castel Sant'Elmo.
Giudicato con un processo sbrigativo e approssimato, Pagano venne condannato a
morte per impiccagione.
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| Il Giudice Speciale schernisce Pagano dopo avergli letto la sentenza di morte. Ritratto di Giacomo Di Chirico |
·
Al giurista lucano sono state dedicate alcune opere letterarie
come Catechismo repubblicano
in sei trattenimenti a forma di dialoghi (1799)
di Francesco Astore eMario Pagano, ovvero, della immortalità (1845)
di Terenzio Mamiani.
·
Nel 1863,
nella Corte d'Assise di Potenza fu
collocato un busto marmoreo in suo onore, opera di Antonio Busciolano.
·
Nel 1865,
gli venne dedicato il Convitto
nazionale Mario Pagano di Campobasso, con regio decreto firmato da Vittorio Emanuele II.
·
Alcune logge massoniche furono intitolate a suo nome, come
quella di Lecce,
nata nel 1864,[8] e
di Potenza, sorta nel 1886.[9]
·
Nel 1908,
venne inaugurato un busto in marmo ai giardini del Pincio (Roma),
realizzato da Giuseppe Guastalla.
·
Nel 2004,
apparve nel film Il resto di
niente di Antonietta De Lillo,
interpretato da Mimmo Esposito.
opere
·
Francisci Marii Pagani Burgentini Politicum universae
Romanorum nomothesiae examen libro singulari in treis parteis diviso
comprehensum, Neapoli, Josephus Raymundus jure legitimeque excudebat, 1768;
·
Francisci Marii Pagani Oratio ad comitem Alexium Orlow
virum immortalem victrici moschorum classi in expeditione in mediterraneum mare
summo cum imperio praefectum, [dopo il 1770];
·
Gli Esuli tebani. Tragedia di Francesco Mario Pagano, Napoli, s.e., 1777;
·
Contro Sabato Totaro, reo dell'omicidio di D. Giuseppe
Gensani in grado di nullità aringo secondo di Francesco Mario Pagano, Napoli, s.n., 1784;
·
Il Gerbino tragedia e l'Agamennone monodramma-lirico
dell'avvocato Francesco Mario Pagano, Regio Professore di Diritto Criminale
nell'Università napoletana, Napoli, presso i Fratelli Raimondi, 1787;
·
Considerazioni di Francesco Mario Pagano sul processo
criminale,
In Napoli, nella Stamperia Raimondiana, 1787;
·
Ragionamento sulla libertà del commercio del pesce in Napoli.
Diretto al Regio Tribunale dell'Ammiragliato e Consolato di Mare da Francesco
Mario Pagano, Napoli, s.n., 1789;
·
Corradino tragedia di Francesco Mario Pagano, Napoli, presso
Filippo Raimondi, 1789;
·
De' saggi politici di Francesco Mario Pagano, In Napoli, a spese
di Filippo Raimondi, 1792;
·
L' Emilia. Commedia in cinque atti di Francesco Mario
Pagano,
Napoli, presso Filippo Raimondi, 1792;
·
Saggi politici de' principii, progressi e decadenza della
societa' di Francesco Mario Pagano, voll. 1-3, Napoli, 1792-1799;
·
Discorso recitato nella Società di Agricoltura, Arti e
Commercio di Roma nella pubblica seduta del di 4 complementario anno 6° della
libertà,
Roma, presso il cittadino V. Poggioli, anno VI (1798);
·
Considerazioni di Francesco Mario Pagano sul processo
criminale,
Milano, nella Tipografia Milanese di Tosi e Nobile contrada nuova, 1801;
·
Principj del codice penale e logica de' probabili per
servire di teoria alle pruove nei giudizj criminali di Francesco Mario Pagano
opera postuma con alcune note: ed aggiuntovi in fine un trattatino sui principj
del codice di polizia, Napoli, dalla tipografia di Raffaele Di Napoli, 1819.
Le opere teatrali di Pagano non furono mai rappresentate in pubblico, mentre sembra che l'autore soleva metterle in scena privatamente nella sua casa dell'Arenella. Sono caratterizzate da temi prevalentemente sentimentali mascherando i temi civili che pur in esse erano presenti, con funzione quindi pedagogica nei confronti del popolo.
·
Fonte wiki e treccani





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