Forse sembra
strano ma è possibile – proprio in questo periodo autunnale - imbattersi in
grandi uccelli dal volo elegante, maestosi nel loro piumaggio bianco e nero,
con sfumature di grigio, sono aironi anzi per la precisione aironi cinerini,
questo a poca distanza dal centro del Capoluogo di regione. Basta spostarsi
verso Piano del mattino e si scopre che questi piumati originari delle zone
temperate hanno scelto quel verde angolo di Lucania per nidificare. Oppure, a
volte basta guardare verso il cielo per scorgere le multi colorare piume di sua
maestà il Nibbio reale; rossi misti a sfumature brune, con bianchi che
contrastano il nero; e la sua particolare coda lo fa planare con geometriche
variabili di volo. Vive in aree circoscritte del Bel Paese, eppure è possibile
vederlo nei pressi di Potenza. Dove? A Piani del Mattino. Di certo non sono gli
unici ospiti alati o a quattro zampe di quel verde posto di periferia, ma sono
in pericolo. No, non bracconieri ma dall’avanzare della cosiddetta “energia
pulita”.
Forse è anche
zona di funghi la
Basilicata , ma ormai più di questi gustosi doni della natura
crescono le pale eoliche. Ebbene si, anche a Piani del mattino si prepara una “invasione
eolica”. A lanciare l’allarme è il Comitato di cittadini del posto che da notizia
della realizzazione di un
impianto “minieolico” fra contrada Piani del Mattino e Costa della Gaveta.
Nulla di male,
ma i cittadini sono allarmati ed infuriati perché dall’oggi al domani nei
pressi di alcune abitazioni sono comparsi macchinari e attrezzature per la
realizzazione di un impianto eolico attraverso la concessione derivante da una PAS (Procedura Abilitativa Semplificata) con
cui un privato fa sapere che iniziano i lavori per la “costruzione di un aerogeneratore minieolico”. Oltre
alle torri eoliche che si vedono lungo tutto il crinale dei monti, gli abitanti
di Piani del Mattino e Costa della Gaveta rischiano di ritrovarsi delle torri,
che posso raggiungere anche i 40
metri di altezza, a pochi passi dalla propria casa e dalle strade di collegamento.
E’ stato il
campanello d’allarme che ha spinto i cittadini ad informarsi meglio ed a scoprire
che questo impianto è il primo di un lotto di otto aerogeneratori che
dovrebbero essere realizzati uno vicino all’altro nello spazio di circa 400 metri , alcuni dei quali
vicinissimi alle abitazioni ed alle strade, a formare un vero e proprio parco
eolico.
Il minieolico,
nato per soddisfare il bisogno energetico di unità abitative o produttive
rurali, viene trasformato in tutt’altro senza alcuna valutazione di tipo
ambientale e paesaggistico.
Quindi
immediatamente si è costituito un comitato spontaneo che è deciso a contrastare
quella che ritengono una vera e propria distruzione ambientale e paesaggistica oltre
che un inutile modo di generare energia da fonti rinnovabili.
Il comitato fa notare quanto segue.
1.
Dal punto di vista ambientale e paesaggistico, la presenza
di otto pale eoliche della altezza di circa 40 metri (quanto un
palazzo di 13 metri !)
rappresenta un vero e proprio scempio; nessuno in Toscana o in Umbria si
permetterebbe solo di pensare, proporre o autorizzare un tale massacro del
territorio perlopiù in prossimità del capoluogo di regione e in un’area
agricola ancora prevalentemente intatta e con presenza di fauna protetta.
2.
Dal punto di vista
della sicurezza, la presenza di otto
pale eoliche in prossimità di strade, abitazioni e impianti sportivi
rappresenta senz’altro un rischio che viene largamente sottovalutato; non sono
rari i casi di rotture di pale e incendio del rotore (senza andare lontano
basta vedere quello che resta delle pale dell’aerogeneratore ubicato in
contrada Frusci di Castelsaraceno (PZ); se dovesse accadere un incidente anche
mortale chi pagherà per questo?
3.
dal punto di vista energetico, la realizzazione di 8
aerogeneratori da 60 Kw è operazione assolutamente inutile: una pala da 1Mw,
ubicata secondo principi di compatibilità ambientale e paesaggistica e di
sicurezza, genera energia per oltre 16 aerogeneratori che si vogliono mettere nelle
campagne intorno a Potenza!!!
4.
dal punto di vista economico, i proprietari terrieri sono allettati da compensi immediati
mentre in realtà si va incontro a pesantissimi inconvenienti economici. I
proprietari terrieri grazie alla presenza della pala: andranno incontro alla
svalutazione della loro proprietà, al fatto che sulla loro terra non si potrà
più costruire, che sulla loro terra dovranno pagare le tasse non più come zona
agricola, e soprattutto che si dovranno accollare gli elevatissimi costi di
rimozione e smaltimento della pala dopo che la stessa sarà usurata (i
proprietari della terra provino a chiedere garanzie scritte su questo punto).
Il Comitato chiede con forza alle
istituzioni Regionali e Comunali ed alla Magistratura di intervenire
immediatamente per fermare operazioni inutili da un punto di vista energetico e
distruttive del paesaggio e dell’ambiente le cui conseguenza ricadranno per
anni sul territorio comunale e sulle generazioni future.
Articolo di Leonardo Pisani su www.giornalelucano.com
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Il nucleare neanche a parlarne, sul petrolio abbiamo tutti votato contro, ma sulle rinnovabili, l’ultima spiaggia, non rompete le palle!!!
RispondiEliminaPrimo, perché chi lo fa dovrebbe prima staccare il contatore di casa per coerenza;
Secondo, perché è ignorante;
Terzo, perché la Basilicata è tutta un parco e non si possono mettere da nessuna parte, quindi i pochi posti non vincolati sono presi d’assalto. Sarebbe più giusta una proposta di mettere le pale ovunque, ma con una distanza minima tra di loro.
Meno male che la magistratura, tramite TAR e CONSIGLIO DI STATO ha zittito questi rompicoglioni