sabato 1 novembre 2014

DAVEY MOORE, LO SFORTUNATO PUGILE CANTATO DA BOB DYLAN ED ENTRATO NEL MITO

David Schultz Moore meglio conosciuto come Davey Moore, è nato il 1 novembre 1933 a Lexington, nel Kentucky, ma ha sempre vissuto a Springfield nell’Ohio; soprannominato “il fucile di Springfield” ha vinto il titolo mondiale dei piuma nel 1959 sconfiggendo alla 13 ripresa il forte nigeriano
Hogan Kid Bassey
e mantenne il titolo fino al 21 marzo 1963, una data che è entrata sia nella storia del pugiliato che in quella della musica, per un avvenimento tragico. In 10 anni di carriera Moore sostenne 67 incontri con 59 vittorie (30 priam del limite) 7  sconfitte ed un pari.


Non fu un campionissimo ma un ottimo pugile, dotato di buona tecnica, buon pungo e immenso coraggio. Un peso piuma naturale. Alto circa 159 cm Davey Moore vinse il titolo contro Hogan Kid Bassey e lo difese 5 volte contro lo stesso Hogan Kid Bassey, due volte contro Takayama, Danny Valdez ,Olli Maki infine contro Sugar Ramos il 21 marzo 1963. Una carriera sempre ad alto livello, compreso da dilettante dove vinse nel
 1951 i Golden Gloves come peso gallo e nel 1952  il torneo AAU tournaments. Poi le olimpiadi di  Helsinki  dove viene eliminato dal coreano Joon Ho Kong ai quarti di finale. Subito il passaggio al professionismo dove Moore si fa valere subito, tante vittorie e rare sconfitte ed inoltre da subito la sua propensione a combattere ovunque anche all’estero: Messico, Panama, Cuba,Canada, Gran Bretagna, Giappone, Finlandia, Venezuela dove affronta un avversario ben più pesante ed in casa sua Carlos Morocho Fernandez che divenne campione mondiale dei super leggeri battendo Eddie Perkins e poi perdendolo contro il nostro Sandro Lopopolo.

Davey Moore dopo la conquista del mondiale contro Hogan Kid Bassey, sostenne anche una tourneè nel Vecchio Mondo, affrontando senza titolo in palio i migliori piuma europei nel 1961 a Parigi battendo  sonoramente il campione europeo Gracieux Lamperti, a Madrid il terribile picchiatore Fred Galiana nella categoria dei leggeri che batte per kot alla quarta ed infine in Italia a Roma dove diede una lezione al talentuoso Raimondo Nobile in 10 riprese, un errore che costo la carriera futura all’italiano, ottimo boxer ma ancora acerbo per il fuoriclasse italiano. Davey Moore combattè anche con unaltro italiano, l’ottimo Sergio Caprari a Caracas nel febbraio 1960, una vittoria dello statunitense per kot alla 8ttava ripresa. Poi la tragedia. Era il 21 marzo 1963,erano in palio le cinture WBA e WBC, insomma la riunificazione mondiale del titolo dei pesi piuma, di fronte i due migliori piuma  Sugar Ramos il cubano  e Moore il nero del Kentucky nato il 1 novembre 1933. Aveva solo trent’anni Davey, coraggioso, buon colpitore ma anche tecnico. Doveva essere un combattimento duro e lo fu, Moore il  marzo 1960, vinse un match contro Bob Gassey alla prima ripresa, a seguito di un KO che costò a Gassey la perdita di tutti denti meno due.  L'incontro si tenne a Los Angeles venne trasmesso dalla televisione nazionale. L'atmosfera nello stadio come raccontano i cronisti era surriscaldata  era elettrica per l'attesa, il suono dei tamburi conga riempiva l'aria e gran parte della folla essendo latino americana tifava per il  cubano Ultiminio "Sugar" Ramos, tutti  portoricani, costaricani i tanti  messicani e ovvio i cubani  venuti ad incoraggiare il loro connazionale.
Entrambi i combattenti avevano pugno e coraggio, nonchè uno stile aggressivo, i colpi furono . Nel decimo round Ramos scagliò un potente gancio destro alla testa di Moore mandandolo a cadere all'indietro sulla corda inferiore del ring che colpì con la nuca procurandosi danni irreparabili al tronco encefalico. Perse l'incontro per KO, ma fu in grado di dare una lucida intervista prima di lasciare il ring. Nello spogliatoio cadde in un coma da cui non si sarebbe mai ripreso, morendo alcuni giorni dopo. In quell'epoca vi erano già delle discussioni in corso sulla liceità del pugilato a causa della morte di Benny "Kid" Paret avvenuta un anno prima, e la morte di Moore vide emergere un dibattito sui pericoli della boxe e la possibilità di vietare questo sport negli Stati Uniti.
Moore morì il 25 marzo 1963.Bob Dylan gli dedico una canzone, tra le meno conosciute del suo repertorio ma molto bella che chiedeva “Chi ha ucciso Davey Moore? Perchè, per quale motivo? Non io" dice l'arbitro  "Non puntate l'indice contro di me Avrei potuto fermare l'incontro all'ottava e forse lo avrei salvato dal suo destino Ma la folla avrebbe protestato, ne sono sicuro.
Chi ha ucciso Davey Moore?  Perchè, per quale motivo?"Non io" dice il giornalista sportivo mentre pesta sulla sua macchina da scrivere e dice "La boxe non ha colpe c'è più rischio in una partita di football Il pugilato deve continuare è una questione di tradizione americana .
Ultimino Ramos e Geraldine Moore

Anche un altro cantautore americano Phil Ochs scrisse una canzone sullo sfortunato pugile.
Davey è entrato dunque nella leggenda, purtroppo per la sua morte che colpì molto l’opinione pubblica americana, che si scatenò contro la boxe- era ancora vivo il ricordo della tragica fine di Benny Paret contro Emile Griffith.

Al piuma è stato dedicato per i 50 anni della scomparsa un parco nella sua Springfield Ed una statua, opera del’artista Mike Major ;
Geraldine Moore e Ultimino Ramos
alla cerimonia oltre la vedova Geraldine Moore Anche Sugar Ramos, protagonista incolpevole della tragedia, la signora Moore lo ha voluto presente, un gesto da ammirare e di profonda umanità: nessun rancore.
Geraldine Moore e la famiglia 

Who killed Davey Moore- Bob Dylan

Who killed Davey Moore
Why an’ what’s the reason for?
“Not I,” says the referee
“Don’t point your finger at me
I could’ve stopped it in the eighth
An’ maybe kept him from his fate
But the crowd would’ve booed, I’m sure
At not gettin’ their money’s worth
It’s too bad he had to go
But there was a pressure on me too, you know
It wasn’t me that made him fall
No, you can’t blame me at all”
Who killed Davey Moore
Why an’ what’s the reason for?
“Not us,” says the angry crowd
Whose screams filled the arena loud
“It’s too bad he died that night
But we just like to see a fight
We didn’t mean for him t’ meet his death
We just meant to see some sweat
There ain’t nothing wrong in that
It wasn’t us that made him fall
No, you can’t blame us at all”
Who killed Davey Moore
Why an’ what’s the reason for?
“Not me,” says his manager
Puffing on a big cigar
“It’s hard to say, it’s hard to tell
I always thought that he was well
It’s too bad for his wife an’ kids he’s dead
But if he was sick, he should’ve said
It wasn’t me that made him fall
No, you can’t blame me at all”
Who killed Davey Moore
Why an’ what’s the reason for?
“Not me,” says the gambling man
With his ticket stub still in his hand
“It wasn’t me that knocked him down
My hands never touched him none
I didn’t commit no ugly sin
Anyway, I put money on him to win
It wasn’t me that made him fall
No, you can’t blame me at all”
Who killed Davey Moore
Why an’ what’s the reason for?
“Not me,” says the boxing writer
Pounding print on his old typewriter
Sayin’, “Boxing ain’t to blame
There’s just as much danger in a football game”
Sayin’, “Fistfighting is here to stay
It’s just the old American way
It wasn’t me that made him fall
No, you can’t blame me at all”
Who killed Davey Moore
Why an’ what’s the reason for?
“Not me,” says the man whose fists
Laid him low in a cloud of mist
Who came here from Cuba’s door
Where boxing ain’t allowed no more
“I hit him, yes, it’s true
But that’s what I am paid to do
Don’t say ‘murder,’ don’t say ‘kill’
It was destiny, it was God’s will”
Who killed Davey Moore
Why an’ what’s the reason for?









Davey Moore

By Phil Ochs

It was out to California young Davey Moore did go,
to meet with Sugar Ramos and trade him blow for blow
He left his home in Springfield, his wife and children five;
the spring was fast approaching, it was good to be alive.
His wife, she begged and pleaded, "You have to leave this game.
Is it worth the bloodshed and is it worth the pain?"
But Davey could not hear above the cheering crowd
He was a champion, and champions are proud.
   Hang his gloves upon the wall, shine his trophies bright clear,
   another man will fall before we dry our tears
   For the fighters must destroy as the poets must sing,
   as the hungry crowd must gather for the blood upon the ring.
 
And thousands gave a roar when Davey Moore walked in,
Another man to beat, another purse to win
And all along the ringside, a sight beyond compare
the money-chasing vultures were waiting for their share,
He stood there in his corner and he waited for the bell;
the signal of the struggle of two men facin' hell;
and when the bell was sounded, the blows began to rain,
And blows will lead to hate -- hate drives men insane.
*chorus*
 
The fists were flying fast and hard, the sweat was pouring down,
And Davey Moore grew weaker with ev'ry passin' round.
His legs began to wobble and his arms began to strain,
He fell upon the canvas floor, a fog around his brain.
At last the fight was over, young Davey fought no more,
He lost the final battle behind a doctor's door.
And back at the arena, the screaming crowd is gone,


1 commento:

  1. Ricordo perfettamente l'incontro in cui Ramos dimostro una costante anche se jon netta superiorità. Il match poteva forse essere sospeso in occasione di un.precedente momento critico di Moore, ottimo pugile..
    ..ma del senno del poi.....

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