La vita non fu mai facile per
Volodymyr Jack Palahniuk, figlio di immigrati ucraini che avevano cercato
una vita migliore negli Sate; il padre Ivan era nativo di Ternopil Oblast
e la madre Anna invece di Lviv Oblast.
Il destino dei Palahniuk fu
invece il carbone, il padre aveva trovato lavoro nelle miniere di Hazle
Township in Pennsylvania,
e lì nacque nel quartiere minerario di
Lattimer Mines il primogenito Volodymyr Jack., era il 18 febbraio del 1919.
Come il padre anche luì lavoro come minatore per un periodo della vita, ma il
ragazzo aveva talento, era vivace, con mille interessi e soprattutto con un fisico
eccezionale, molto forte fisicamente nei suoi 91 kg distribuiti su 191 cm d’altezza.
Cercò di
sfruttare il suo eccezionale fisico nello sport per migliorare il suo tenore di
vita, sia nel football durante il liceo, dove si mise in mostra tanto da essere
chiamato nella squadra dell’Università del North Carolina; poi il giovane Jack
decise di tentare fortuna nella boxe. Si sa poco della sua attività come
dilettante, da professionista sembra abbia combattuto 15 volte con 12 vittorie
per ko- ma nessun storico della boxe è riuscito a trovare tracce degli
incontri- tutti con avversari locali dell’area mineraria. Sembrava un po’ come
il giovanissimo minatore Kid Blackie che
iniziò a fare il boxer proprio mettendo ko i colleghi in incontri improvvisati,
ma lui fu destinato a diventare Jack Dempsey; l’ucraino Volodymyr Jack
Palahniuk che come pugile si faceva chiamare Jack Brazzo invece no, forte si ma
non abbastanza, dopo le facili vittorie si trovò di fronte un altro giovane
promettente;anche lui figlio di emigrati cechi; si chiamava Joe Baksi e farà
parlare di sé. ![]() |
| Joe Baksi |
Jack invece cerò la sua strada tra studi all’università che dovette lasciare e mille lavori, barista, bagnino, cameriere, cuoco ed anche modello grazie al suo aitante fisico; e sempre un po di football. Ma aveva sempre in testa il teatro, il suo vero amore; il rude peso massimo amava l’arte in ogni sua forma, ma finchè doveva vivere giorno epr giorno non riusciva a coltivarla, poi arriva Pearl Harbor, gli Stati Uniti entrano in guerra e Jack si arruola nell’aviazione. Non vide mai un campo di battaglia perché fu vittima di un gravissimo incidente, si salvò per miracolo: l’aereo sul quale volava per perlustrazione un B-24 Liberator ha una avaria al motore e precipita; Jack rimase orribilmente ustionato e sfigurato, si opera ma i segni rimarranno per sempre sul suo volto, e fu la sua fortuna…
Finisce la vita militare nel 44, ritorna a lavorare in miniera ma ha altri obiettivi; troppo irrequieto, vuole continuare gli studi si iscrive alla Stanford University al corso di giornalismo, riprende a studiare anche teatro e soprattutto cambia di nuovo nome, questa volta per sempre Jack Palance. Si laurea, inizia a lavorare come giornalista sportivo al The Chronicle e anche in alcune radio e poi finalmente corona il sogno di recitare. Ma segno del destino la boxe, che aveva abbandonato, lo aiuterà. Innanzitutto sostituirà Marlon Brando nel
Ma viene sempre chiamato per
parti di caratterista nei western o in film sui gansters o di cattivo come
Attila nel Re dei Barbari.
Ma ritorna sempre la boxe, il
primo riconoscimento da attore un Emmy Award per la miglior
interpretazione, Palance lo ebbe grazie ad un episodio televisivo della serie Playhouse
90, diretta da Rod Serling dove interpretava il pugile Mountain
McClintock nella serie, nell'episodio Requiem for a Heavyweight.
Un
cast con tanti attori professionisti tra cui due tra i più bizzarri e
mattacchioni boxer della storia, il picchiatore
Max Baer mondiale dei massimi e l’istrionico e talentuoso Max Rosenbloom.
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| Max Rosembloom |
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| Max Baer |
Poi il resto è storia nota,
Palance alla fine ebbe l’oscar in tarda età nel 1991 come migliore attore non
protagonista nel film Scappo dalla città - La vita, l'amore e le vacche.
Raggiunto il successo, ha potuto dedicarsi all’arte, divenne un bravo pittore-specie
di paesaggi-e scrittore di poesie, si dedicò molto alla beneficenza raccogliendo
fondi per la lotta ai tumori;
e il suo carattere orgoglioso da vecchio massimo
e forte ogni tanto usciva fuori: rifiutò il premio “Artista del Popolo”
da parte del Presidente Russo Putin, perché in protesta verso la sua
politica precisò io non sono russo ma sono ucraino.![]() |
| Palance alla premiazione degli oscar |
Palance morì per cause
naturali nella sua casa di Montecito, in California, all'età di 87 anni il 10
novembre 2006.













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