Il 28
luglio del 1928 nello Yankee Stadium del Bronx, a New York Gene Tunney
sosteneva il suo ultimo incontro difendendo il mondiale dei massimi contro il
forte neozelandese Tom Heeney,
grande pugile ma anche atleta completo che praticava molti sport; il pugile
“teologo” sconfisse l’ex fabbro per kot alla 11esima ripresa, poi annunciò il
ritiro dal ring come aveva promesso alla fidanzata, l’ereditiera Mary "Polly"
Lauder , a settembre si sarebbero imbarcati per l’Italia facendo scalo
a Napoli- dove li accolse Erminio Spalla già avversario del campione- per poi
proseguire a Roma e sposarsi.

Sempre quel giorno, nasceva un bambino, sarebbe cresciuto poco distante dallo Yankee Stadium e che avrebbe fatto parlare di sé, si chiamava
Stanley. Segno del destino, con la boxe avrà un rapporto particolare; no non
divenne un praticante della noble art ma un genio sì, ed inizio la carriera
proprio con la boxe. Svogliato a scuola, ma vivace e pieno di interessi, il
piccolo Stanley si appassiona grazie al padre la passione per il jazz, gli scacchi-
giocava benissimo e guadagnava qualche dollaro nei tornei- ma soprattutto per
la fotografia. Aveva 13 anni quando il padre Jacob Leonard Kubrick – medico di
professione- grande appassionato di foto gli fa provare la sua macchina er poi
gliene regala una; finalmente il giovane Stanley Kubrick trova la sua strada,
quella dell’arte delle immagini e si butta a capofitto sino a diventare un
ottimo fotografo.Continua
a studiare controvoglia- non gli piacerà mai il metodo didattico tradizionale –
ma frequenta studi artistici di fotografia. Dopo essersi il tanto sudato
diploma con voti bassi, per puro caso scatta una fotografia ad un vecchio
edicolante di New York, un attimo, una folgorazione osservando quel volto
rattristato per la morte del presidente Franklin Delano Roosevelt.
L’immagine è
talmente particolare e toccante, unica che viene acquistata dalla rivista di
fotogiornalismo Look Magazine ed il 17enne Stanley Kubrick, trova il suo primo lavoro
ben retribuito. E’ l’inizio di una carriera, come fotografo lavorerà per un
lustro, non di più ma la sua formazione ne risentirà molto come spesso ha detto
in sue interviste; fotografò Montgomery Clift, segno del destino il bimbo nato
il giorno di Tunney-Heneey si fece notare proprio scattando sulla boxe.
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| Walter Carter |
Prima
nel 49 con un reportage “A Day in the Life of the Boxing Champion Walter” su Walter Cartier, un buon peso
medio del Bronx che fu avversario di Kid Galivan, Bobo Olson, Joey Giardiello
e Randolph
Turpin, poi divenne anche attore infatti partecipò al film “lassù qualcuno
mi ama” sulla vita del napoletano Thomas Rocco Barbella , meglio conosciuto
come Rocky Graziano. Continuano gli intrecci della casualità, ma è così o è
destino?
Il giovane fotografo Kubrick
raccolse il maggior successo artistico grazie ad una serie di scatti sull’idolo
degli italoamericani Rocky Graziano.
Era il 1950, “The Rock” aveva perso il
titolo contro Zale due anni prima, ma era in piena forma e sempre seguitissimo,
negli ultimi due anni aveva vinto un solo incontro ai punti, uno pareggiato, il
resto come sua abitudine sempre per KO. Seguitissimo ed amatissimo per il suo
stile selvaggio, Graziano però incarnava anche lo spirito del Sogno Americano,
da giovane teppista che aveva imparato la boxe in carcere a campione
amatissimo, da disertore a icona dei tifosi italoamericani e non solo.
Non solo lassù ma lo amavano anche nella sua
America, il giovane Kubrick rivelò la sua maestria fissando le immagini del
pugile, con un raffinato bianco e nero, in momenti della giornata passando
dalla tenerezza familiare agli allenamenti, da una straordinaria doccia al
volto rilassato mentre era seduto su uno sgabello.
Un reportage dal titolo ““Rocky
è un bravo ragazzo, ora” dove raccontava una parte della sua New York, scatti
esposti al “Museum of the City of New
York” ma che hanno fatto il giro del mondo in molte mostre.
Finisce qui il rapporto
con la boxe? No di certo, il primo cortometraggio di Kubrick è Day
of the Fight, un documentario sulla giornata del di Walter Cartier, prima di
affrontare Bobby James e vincere per ko alla seconda ripresa al Laurel Garden
di Newark, New Jersey; era il 17 aprile
1951, Un corto autoprodotto con soli 3.900 dollari raggranellati tra parenti ed
amici, e che rivende alla RKO per
4.000 dollari.
E poi, una piccola chicca, la boxe – ovviamente prendendola alla
larga - rientra nel film iI Dottor
Stranamore del 1964, quando scelse Peter
Sellers per il multiruolo del colonnello Lionel Mandrake,presidente Merkin
Muffley e Dr. Stranamore:: Peter
Seller è un discendente del primo pugile scientifico della storia ed anche il
primo pugile ebreo famoso, Daniel Mendoza (Londra, 5 luglio 1764 – 3 settembre 1836), che combatteva
ovviamente a pugni nudi nell’Inghilterra di Giorgio III Hannover.
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| Daniel Mendoza |
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| Daniel Mendoza |
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