Sandi
Linarde ohi ri la Puglia chiana
quanni ri buoi assoglie a ssi caténe.
Caténe a catenèlle se so' spezzate,
la piccola caténa ha mandenute.
So 'ngatenate ohi cu l'amore mie:
la caténa ri l'amore nu spèzza mai.
Un
lamento di amore, ma allo stesso tempo un antico canto aviglianese che si sta
perdendo che ricorda San Leonardo di Noblac, per centinaia di anni Santo
Patrono di Avigliano. Il riferimento alle catene non è casuale, San Leonardo
era protettore dei prigionieri ingiustamente condannati o privati della libertà.
Un culto presente in molte parti di Italia, al nord fu introdotto dai Franchi
ma nel meridione fu portato dai Normanni degli Altavilla e Querell Drengot,
sicuramente in questo periodo nel casale di Avigliano i normanni impongono il
loro Santo al posto di San Bartolomeo.
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| Avigliano, Chiesa Madre già chiesa di Sal Leonardo |
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| Blasone degli Altavilla |
Successivamente il culto diverrà ancora
più diffuso grazie ad un voto di Boemondo D’Altavilla (1050-1111, figlio di Roberto il Guiscardo) il leader della prima
crociata; nel 1100 Boemondo divenuto principe di Antiochia affrontò perdendo nella battaglia di Melitene i turchi Danishmendidi di Sivas e languì
in prigione fino al 1103. Durante la prigionia invocò l’aiuto di San Leonardo e fece
voto, liberato al suo ritorno nei domini normanni del Sud Italia oltre a donare
al Santuario di Saint-Leonard de Noblat delle catene d'argento come ex voto, si
impegnò a diffondere ulteriormente il culto del Santo protettore dei
prigionieri. San Leonardo rimase Patrono di Avigliano per secoli, la stessa
principale chiesa portava il suo nome, poi con decreto del 4-5-1748 a firma del Card.
Tamburrini divenne San Vito ed al data in cui mons. Bartolomeo De Cesare
proclamò la Madonna del Carmine protettrice principale di Avigliano.Comunque
il nome Leonardo resta molto diffuso nelle zone della Nazione Aviglianese,
ricordo di secoli passati. Curiosità
storica, tra i personaggi che invocarono l’aiuto di San leonardo anche Riccardo
I detto Cuor di Leone, durante la prigionia da parte dell duca d'Austria, Leopoldo V, che riteneva Riccardo
responsabile della morte di Corrado del Monferrato, e inoltre si
riteneva offeso per una ingiuria ricevuta da Riccardo al tempo della crociata
Leonardo
di Noblac, conosciuto anche come san Leonardo abate, eremita, di
Limoges o del Limosino (castello di
Vandôme, Corroi, 496 circa
– Noblac, 6 novembre 545 o forse 559), Nel Medioevo fu uno
dei santi più venerati in Europa, la memoria liturgica ricorre il 6 novembre.
| Chiesa di Saint-Léonard-de-Noblat |
Leonardo
nacque in Gallia da
una famiglia di nobili franchi nel castello di Vandôme, nel villaggio di Corroi
presso Orléans all'epoca
dell'imperatore Anastasio I Dicoro. È lo stesso re Clodoveo al
quale i genitori di Leonardo sono stretti da vincoli d'amicizia a fargli da
padrino la notte di Natale del 496, quando Clodoveo, mantenendo la promessa
fatta alla consorte Clotilde prima della battaglia
di Tolbiaco, insieme alla sua corte abiurò i riti pagani, facendosi battezzare.
Della giovinezza di Leonardo non si hanno molte notizie. Si sa solamente
ch’egli giovanotto rifiutò di dedicarsi alla carriera cavalleresca per seguire
gli insegnamenti dell'allora arcivescovo di Reims, Remigio che
lo aveva tenuto a battesimo.
| Tomba di San Leonardo |
Il re dei
Franchi Salii, Clodoveo, gli diede il privilegio, concesso già a
Remigio, di liberare i prigionieri che avesse incontrato e ritenuto innocenti.
E Leonardo sfruttò questa opportunità liberando un gran numero di persone
ridotte in condizioni miserevoli e prive di libertà. Leonardo poi avrebbe
rifiutato l'offerta della sede vescovile che gli sarebbe spettata, preferendo
ritirarsi in un monastero con queste parole:
Principe,
date la mitra pontificale a coloro che la desiderano. Io mi accontento di
lodare il Signore conducendo una vita da eremita. (Vita 7)
Abbandonata
la corte con suo fratello Lifardo, si ritirò per qualche tempo
presso il monastero di Micy; divenuto diacono qui
avrebbe compiuto il suo primo miracolo, trasformando l'acqua in vino. Morto san
Massimino, probabilmente intorno al 520, si diresse a sud dove decise di
fondare il suo eremo nella foresta di Pauvain, nel Limosino. Ebbe
tanti seguaci e la fama della sua santità arrivò fino al re che ne richiese
l'intervento quando la regina Clotilde, transitando in quella zona,
fu sorpresa dalle doglie del parto. L'intervento di Leonardo lenì i dolori
della regina che poté dare alla luce il suo bambino. Clodoveo per riconoscenza
gli concesse la parte di bosco che sarebbe riuscito a descriverne in un giorno
a dorso d'asino. Qui Leonardo edificò un oratorio intitolato a Nostra Signora
di sotto gli alberi ed eresse un altare in onore di san
Remigio. Secondo la leggenda devozionale, fece, quindi, un buco in terra
che si riempì miracolosamente d'acqua dando origine ad un pozzo che venne
nominato nobiliacum, in ricordo della donazione regale. Dal nobiliacum
prese il nome anche la cittadina che si andò formando attorno al monastero e
che inizialmente prese il nome di Noblac, quindi Noblat e oggi è chiamata Saint-Léonard-de-Noblat in onore del suo
illustre fondatore.
La
tradizione vuole che il santo sia morto la sera del 6 novembre,
ma manca una datazione precisa dell'anno, che dovrebbe attestarsi intorno alla
metà del VI
secoloe fu inumato nell'Oratorio che aveva fondato.
L'Oratorio
con le spoglie di Leonardo divenne ben presto una famosa meta di pellegrinaggio
di fedeli, tanto che, probabilmente lo stesso Pipino il breve vi si
recò in pellegrinaggio, dopo la vittoria nell'assedio di Limoges. Con
l'aumentare del numero dei pellegrini, si decise di erigere una chiesa più
grande e le reliquie del santo furono perciò trasportate nell'erigenda chiesa
sotto il regno di Luigi II Pio. Nel 1094 nel
corso di una epidemia detta "male degli ardenti", le reliquie del
santo furono portate in processione e, secondo la leggenda, l'epidemia cessò.
Il culto ebbe una rapida diffusione in tutt'Europa a
partire dall'XI
secolo. Un grande contributo al suo culto lo dette anche il pellegrinaggio
nel 1106 di Boemondo I d'Antiochia, come ricordato e così il re d'Inghilterra Riccardo cuor di leone si
sarebbe recato a ringraziare il santo nel 1197, a seguito della
sua liberazione dalle prigioni dell'imperatore di Germania.
Noblac
divenne anche una delle tappe del cammino verso Santiago di Compostela,
divenendo così a maggior ragione una meta di pellegrinaggio frequentatissima
dai fedeli, in particolare da quelli dell'Europa centrorientale.
La sua
venerazione si diffuse anche in Italia dove la
sua popolarità ebbe un impulso anche grazie ai Normanni che
ne introdussero il culto. San Leonardo divenne così uno dei santi più popolari
nell'Europa medioevale.
È spesso
rappresentato con delle catene, per la sua particolare protezione degli
imprigionati o carceratiingiustamente; talvolta è in abito diaconale,
episcopale, più spesso indossa il saio di un monaco.
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| Boemondo D'Altavilla |
Boemondo
d’Antiochia (1054-1111)
Impossibilitato
a succedere a suo padre Roberto d’Altavilla, detto il Guiscardo, al comando del
ducato di Puglia e di Calabria, Boemondo s’impadronisce della contea di Taranto
per poi unirsi con cinquecento cavalieri alle file dei crociati che, dopo
l’appello di papa Urbano II nel 1096, partono alla liberazione della Terra
santa dall’Impero ottomano.
Capitano agguerrito ed abile stratega, diventa uno dei capi della prima crociata. S’impadronisce con uno stratagemma di Antiochia il 3 giugno del 1098 dopo un assedio memorabile e diviene Boemondo I, principe d’Antiochia. In lotta con i saraceni e l’imperatore di Bisanzio, Alessio Comneno ed è imprigionato dall’Emiro di Sias nel 1100.
Durante la sua prigionia Boemondo invoca l’intercessione di san Leonardo, patrono dei prigionieri. Liberato dopo tre anni, ritorna in Francia nel1104 a cercare rinforzi. Si
reca a St. Léonard per raccogliersi in preghiera sulla tomba del santo e depone
sull’altare delle catene d’argento. La sua fama gli permette di diffondere il
culto di san Leonardo alla corte del re di Francia, Filippo I di cui aveva
sposato la figlia.
Capitano agguerrito ed abile stratega, diventa uno dei capi della prima crociata. S’impadronisce con uno stratagemma di Antiochia il 3 giugno del 1098 dopo un assedio memorabile e diviene Boemondo I, principe d’Antiochia. In lotta con i saraceni e l’imperatore di Bisanzio, Alessio Comneno ed è imprigionato dall’Emiro di Sias nel 1100.
Durante la sua prigionia Boemondo invoca l’intercessione di san Leonardo, patrono dei prigionieri. Liberato dopo tre anni, ritorna in Francia nel
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San
Gaucherio
Intorno
al 1068, Gaucherio e Germondo si raccolgono in preghiera a Noblac sull’esempio
di san Leonardo e si ritirano per tre anni nella solitudine della foresta di
Chavagnac prima di fondarvi il Monastero d’Aureil.
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Marco e
Sebastiano
Verso il
1106 due nobili veneziani, Marco e suo nipote Sebastiano, giunti in
pellegrinaggio alla tomba di san Leonardo, decidono di stabilirvisi nel
Limosino ed edificano a quattro kilometri ad est di St. Léonard de Noblat un
piccolo edificio nella località oggi chiamata Artige-Vieille.
Molto scarno questo edificio aveva una cella per ciascuno di essi ed un piccolo oratorio. I canonici di St. Léonard forniscono ogni giorno la quarta parte di un pane di segale. Da qui ha inizio una confraternita. Con la venuta di alcuni discepoli ne divengono i primi priori. Quando Marco muore l’8 luglio, il popolo lo acclama come beato. Sebastiano continua l’opera ed il Priorato cresce d’importanza. Una bolla di papa Adriano IV, data in Laterano il 30 ottobre del 1158, dota il nascente ordine di eremiti di uno statuto simile alla regola dell’ordine agostiniano.
Nel 1175 la sede dell’ordine è trasferita da Artige-Vieille ad Artige situata sullo sperone che domina la confluenza del fiume Maulde e del Vienna, oggi noto come Priorato d’Artige aux Moines (proprietà privata). Nel 1226 il vescovo di Limoges, Bernardo di Savene è inumato nella chiesa.
Molto scarno questo edificio aveva una cella per ciascuno di essi ed un piccolo oratorio. I canonici di St. Léonard forniscono ogni giorno la quarta parte di un pane di segale. Da qui ha inizio una confraternita. Con la venuta di alcuni discepoli ne divengono i primi priori. Quando Marco muore l’8 luglio, il popolo lo acclama come beato. Sebastiano continua l’opera ed il Priorato cresce d’importanza. Una bolla di papa Adriano IV, data in Laterano il 30 ottobre del 1158, dota il nascente ordine di eremiti di uno statuto simile alla regola dell’ordine agostiniano.
Nel 1175 la sede dell’ordine è trasferita da Artige-Vieille ad Artige situata sullo sperone che domina la confluenza del fiume Maulde e del Vienna, oggi noto come Priorato d’Artige aux Moines (proprietà privata). Nel 1226 il vescovo di Limoges, Bernardo di Savene è inumato nella chiesa.
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Pons de
Leras
Gentiluomo
di Lodeve, pentitosi delle sue brigantate, verso il 1130 si reca in
pellegrinaggio con sei compagni a Santiago di Compostela passando per Noblac.
Fonda nel 1132 il monastero di Salvanes, nelle montagne di Rovergue, e ne diviene abate legandosi all’ordine cistercense.
Fonda nel 1132 il monastero di Salvanes, nelle montagne di Rovergue, e ne diviene abate legandosi all’ordine cistercense.
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| Riccardo I D'Inghilterra detto Cuor di leone |
Riccardo
Cuor di leone (Oxford 1157-Chalus 1199)
Re
d’Inghilterra e duca d’Aquitania partecipa alle crociate nel 1190 e sbarca in
Palestina nel 1191 riportando alcuni successi militari. Al suo ritorno è
imprigionato dall’Imperatore d’Austria Enrico VI. Liberato nel 1193, visita la
tomba di san Leonardo e fa rialzare le mura della città e dalla chiesa. Intraprende
una campagna per riconquistare i territori dell’Aquitania, tra i quali il
Limosino dove muore durante l’assedio di Chalus.
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Carlo VII
Re di
Francia si reca a Noblat il 10 marzo 1438 per pregare sulla tomba del santo da
cui invoca il potere di riportare la pace nel suo regno e di porre fine alla
guerra contro gli inglesi.
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Vincenzo
Aubrousse
Nativo di
Autun (Borgogna) il 6 maggio del 1611 è imprigionato dai turchi ad Ostia (Roma)
per essere condotto come schiavo sui loro vascelli. Prega san Leonardo
immobilizzandosi di colpo tanto che per i turchi fu impossibile muoverlo.
Racconta il miracolo ricevuto al papa Paolo V che lo esorta a recarsi a Noblac
come fa il 22 febbraio del 1612.
Tratto
da: Storia della vita e del culto di san Leonardo – abate Oroux 1760. (fonte http://www.ostensions-saint-leonard.fr)
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Enrico II
di Borbone, principe di Condè.
Duro
oppositore della politica condotta dalla reggente Maria de’ Medici, madre di
Luigi XIII, è imprigionato nel castello di Vincennes (Ile de France) dal 1616
al 1619.
Durante la sua prigionia, invoca san Leonardo ed una volta liberato si reca in pellegrinaggio di ringraziamento a St Léonard il 5 ottobre del 1620.
L’abate Oroux, canonico di St Léonard, nel 1760 riporta: “Offre 100 scudi che sono utilizzati per l’acquisto di due cappe di velluto con ricami in oro”.
Durante la sua prigionia, invoca san Leonardo ed una volta liberato si reca in pellegrinaggio di ringraziamento a St Léonard il 5 ottobre del 1620.
L’abate Oroux, canonico di St Léonard, nel 1760 riporta: “Offre 100 scudi che sono utilizzati per l’acquisto di due cappe di velluto con ricami in oro”.
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Anna
d’Austria
Sposa di
Luigi XIII nel 1615 per lungo tempo non riesce a dare un nuovo Delfino alla
Francia. Nella chiesa di Croissy sulla Senna, dedicata a san Leonardo, invoca
l’aiuto del santo. Per facilitare la felice nascita di Luigi XIV, avvenuta nel
1638, si fa portare una reliquia di san Leonardo. Si reca, dunque, in
pellegrinaggio a Croissy di cui fa restaurare la chiesa. A lei si deve anche il
rifacimento della decorazione della cappella di san Leonard a Notre Dame
(Parigi).
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Reliquie
Con
l'inizio della guerra dei Cent'anni che vedeva la Francia in
lotta con l'esercito inglese, la cripta contenente le reliquie del santo fu
murata per evitare razzie. Terminata l'occupazione inglese, si decise di
recuperare le reliquie del santo. La loro inventio sarebbe avvenuta il 17 febbraio del 1403.. Le circostanze
di questa straordinaria scoperta sono riportate dall'abate Oroux nel XVIII
secolo: dopo aver perso totalmente le tracce del luogo di inumazione
del Santo, si tenne una cerimonia di preghiera, nel corso della quale un
contadino s'alzò per indicare in quale luogo della chiesa scavare. Lì furono
ritrovati tre casse di piombo, all'interno di un sarcofago in pietra. Due di
queste presentavano delle iscrizioni inlatino inerenti
alle ossa e alle ceneri di san Leonardo. ( + ossa beati leonardi +)[2]. A
seguito di tale ritrovamento, le reliquie furono collocate all'interno di due
grossi reliquiari posti sopra l'altare maggiore, protetti da una grata di ferro
battuto. Mentre le due casse di piombo, ormai vuote, sono parte del tesoro
della Collegiata e sono tuttora visibili per i visitatori. Sempre presso la Collegiata all'interno
di una coppa dorata del XIX secolo è custodito il cranio di San
Leonardo[1] Ancora
oggi, in tale data, presso la Collegiata, si commemora tale ritrovamento.
Inoltre,
ogni sette anni, la Confrérie de
Saint-Léonard-de-Noblat, organizza le Ostensioni,
una presentazione solenne delle reliquie alla venerazione dei fedeli, per
commemorare il Miracolo degli ardenti avvenuto nell'agosto del 1094. Esse hanno
inizio con la ricognizione canonica delle reliquie di
san Leonardo abate da parte dei confratelli, il venerdì di Quaresima e
terminano la domenica della Santa Trinità[4].
Altre
reliquie sono costudite a Mascali (probabilmente parte di un'ulna), a Cerreto
Guidi, a Stagno comune di Collesalvetti e
a Malta.
Una reliquia secondaria
(o reliquia da contatto) è custodita presso la Parrocchia San
Leonardo abate, a Panza d'Ischia,
donata nel 2004, dalla Confrérie de
Saint-Léonard-de-Noblat, in occasione del Meeting Nazionale
Amici di San Leonardo[5].
Un'altra reliquia secondaria (o reliquia da contatto) è custodita presso la
Parrocchia di San Leonardo abate in Marsala (TP) e portata da un pellegrinaggio
a Noblat organizzato dal parroco pro-tempore Don Giuseppe Maniscalco il 27
maggio 1990.
Patronati
Per le
vicende che lo videro restituire la libertà a molti prigionieri, è considerato
il patrono dei carcerati; gli è stata attribuita la protezione dei fabbricanti
di catene, fibbie, fermagli, ecc. Nella zona di Liegi in Belgio è
patrono dei minatori.
La sua intercessione viene invocata per i parti difficili, i mal di testa, le
malattie dei bambini, le malattie del bestiame, la grandine, i banditi e
anche contro l'obesità.
In Italia
è patrono dei seguenti comuni:
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Borgoricco (PD)
Cerreto
Guidi (FI) copatrono
Conegliano (TV)
Correzzola (PD)
|
Mongiuffi
Melia (ME) copatrono
Roccabascerana (AV) copatrono
|




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