giovedì 6 novembre 2014

6 NOVEMBRE SAN LEONARDO DI NOBLAC ANTICO PROTETTORE DI AVIGLIANO

Sandi Linarde ohi ri la Puglia chiana
 quanni ri buoi assoglie a ssi caténe.
 Caténe a catenèlle se so' spezzate,
 la piccola caténa ha mandenute.
 So 'ngatenate ohi cu l'amore mie:
 la caténa ri l'amore nu spèzza mai.

Un lamento di amore, ma allo stesso tempo un antico canto aviglianese che si sta perdendo che ricorda San Leonardo di Noblac, per centinaia di anni Santo Patrono di Avigliano. Il riferimento alle catene non è casuale, San Leonardo era protettore dei prigionieri ingiustamente condannati o privati della libertà.
Avigliano, Chiesa Madre già chiesa di Sal Leonardo
Un culto presente in molte parti di Italia, al nord fu introdotto dai Franchi ma nel meridione fu portato dai Normanni degli Altavilla e Querell Drengot, sicuramente in questo periodo nel casale di Avigliano i normanni impongono il loro Santo al posto di San Bartolomeo.
Blasone degli Altavilla

Successivamente il culto diverrà ancora più diffuso grazie ad un voto di Boemondo D’Altavilla (1050-1111, figlio di Roberto il Guiscardo) il leader della prima crociata; nel 1100 Boemondo divenuto principe di Antiochia affrontò perdendo nella battaglia di Melitene i turchi  Danishmendidi di Sivas e languì in prigione fino al 1103. Durante la prigionia invocò l’aiuto di San Leonardo e fece voto, liberato al suo ritorno nei domini normanni del Sud Italia oltre a donare al Santuario di Saint-Leonard de Noblat delle catene d'argento come ex voto, si impegnò a diffondere ulteriormente il culto del Santo protettore dei prigionieri. San Leonardo rimase Patrono di Avigliano per secoli, la stessa principale chiesa portava il suo nome, poi con decreto del 4-5-1748 a firma del Card. Tamburrini divenne San Vito ed al data in cui mons. Bartolomeo De Cesare proclamò la Madonna del Carmine protettrice principale di Avigliano.Comunque il nome Leonardo resta molto diffuso nelle zone della Nazione Aviglianese, ricordo di secoli passati.  Curiosità storica, tra i personaggi che invocarono l’aiuto di San leonardo anche Riccardo I detto Cuor di Leone, durante la prigionia da parte dell duca d'AustriaLeopoldo V, che riteneva Riccardo responsabile della morte di Corrado del Monferrato, e inoltre si riteneva offeso per una ingiuria ricevuta da Riccardo al tempo della crociata




Leonardo di Noblac, conosciuto anche come san Leonardo abate, eremita, di Limoges o del Limosino (castello di Vandôme, Corroi496 circa – Noblac6 novembre 545 o forse 559), Nel Medioevo fu uno dei santi più venerati in Europa, la memoria liturgica ricorre il 6 novembre.
Chiesa di Saint-Léonard-de-Noblat
Leonardo nacque in Gallia da una famiglia di nobili franchi nel castello di Vandôme, nel villaggio di Corroi presso Orléans all'epoca dell'imperatore Anastasio I Dicoro. È lo stesso re Clodoveo al quale i genitori di Leonardo sono stretti da vincoli d'amicizia a fargli da padrino la notte di Natale del 496, quando Clodoveo, mantenendo la promessa fatta alla consorte Clotilde prima della battaglia di Tolbiaco, insieme alla sua corte abiurò i riti pagani, facendosi battezzare. Della giovinezza di Leonardo non si hanno molte notizie. Si sa solamente ch’egli giovanotto rifiutò di dedicarsi alla carriera cavalleresca per seguire gli insegnamenti dell'allora arcivescovo di ReimsRemigio che lo aveva tenuto a battesimo.
Tomba di San Leonardo 
Il re dei Franchi Salii, Clodoveo, gli diede il privilegio, concesso già a Remigio, di liberare i prigionieri che avesse incontrato e ritenuto innocenti. E Leonardo sfruttò questa opportunità liberando un gran numero di persone ridotte in condizioni miserevoli e prive di libertà. Leonardo poi avrebbe rifiutato l'offerta della sede vescovile che gli sarebbe spettata, preferendo ritirarsi in un monastero con queste parole:
Principe, date la mitra pontificale a coloro che la desiderano. Io mi accontento di lodare il Signore conducendo una vita da eremita. (Vita 7)
Abbandonata la corte con suo fratello Lifardo, si ritirò per qualche tempo presso il monastero di Micy; divenuto diacono qui avrebbe compiuto il suo primo miracolo, trasformando l'acqua in vino. Morto san Massimino, probabilmente intorno al 520, si diresse a sud dove decise di fondare il suo eremo nella foresta di Pauvain, nel Limosino. Ebbe tanti seguaci e la fama della sua santità arrivò fino al re che ne richiese l'intervento quando la regina Clotilde, transitando in quella zona, fu sorpresa dalle doglie del parto. L'intervento di Leonardo lenì i dolori della regina che poté dare alla luce il suo bambino. Clodoveo per riconoscenza gli concesse la parte di bosco che sarebbe riuscito a descriverne in un giorno a dorso d'asino. Qui Leonardo edificò un oratorio intitolato a Nostra Signora di sotto gli alberi ed eresse un altare in onore di san Remigio. Secondo la leggenda devozionale, fece, quindi, un buco in terra che si riempì miracolosamente d'acqua dando origine ad un pozzo che venne nominato nobiliacum, in ricordo della donazione regale. Dal nobiliacum prese il nome anche la cittadina che si andò formando attorno al monastero e che inizialmente prese il nome di Noblac, quindi Noblat e oggi è chiamata Saint-Léonard-de-Noblat in onore del suo illustre fondatore.
La tradizione vuole che il santo sia morto la sera del 6 novembre, ma manca una datazione precisa dell'anno, che dovrebbe attestarsi intorno alla metà del VI secoloe fu inumato nell'Oratorio che aveva fondato.

L'Oratorio con le spoglie di Leonardo divenne ben presto una famosa meta di pellegrinaggio di fedeli, tanto che, probabilmente lo stesso Pipino il breve vi si recò in pellegrinaggio, dopo la vittoria nell'assedio di Limoges. Con l'aumentare del numero dei pellegrini, si decise di erigere una chiesa più grande e le reliquie del santo furono perciò trasportate nell'erigenda chiesa sotto il regno di Luigi II Pio. Nel 1094 nel corso di una epidemia detta "male degli ardenti", le reliquie del santo furono portate in processione e, secondo la leggenda, l'epidemia cessò. Il culto ebbe una rapida diffusione in tutt'Europa a partire dall'XI secolo. Un grande contributo al suo culto lo dette anche il pellegrinaggio nel 1106 di Boemondo I d'Antiochia, come ricordato  e così il re d'Inghilterra Riccardo cuor di leone si sarebbe recato a ringraziare il santo nel 1197, a seguito della sua liberazione dalle prigioni dell'imperatore di Germania.
Noblac divenne anche una delle tappe del cammino verso Santiago di Compostela, divenendo così a maggior ragione una meta di pellegrinaggio frequentatissima dai fedeli, in particolare da quelli dell'Europa centrorientale.
La sua venerazione si diffuse anche in Italia dove la sua popolarità ebbe un impulso anche grazie ai Normanni che ne introdussero il culto. San Leonardo divenne così uno dei santi più popolari nell'Europa medioevale.
È spesso rappresentato con delle catene, per la sua particolare protezione degli imprigionati o carceratiingiustamente; talvolta è in abito diaconale, episcopale, più spesso indossa il saio di un monaco.

Boemondo D'Altavilla
Boemondo d’Antiochia (1054-1111)
Impossibilitato a succedere a suo padre Roberto d’Altavilla, detto il Guiscardo, al comando del ducato di Puglia e di Calabria, Boemondo s’impadronisce della contea di Taranto per poi unirsi con cinquecento cavalieri alle file dei crociati che, dopo l’appello di papa Urbano II nel 1096, partono alla liberazione della Terra santa dall’Impero ottomano.
Capitano agguerrito ed abile stratega, diventa uno dei capi della prima crociata. S’impadronisce con uno stratagemma di Antiochia il 3 giugno del 1098 dopo un assedio memorabile e diviene Boemondo I, principe d’Antiochia. In lotta con i saraceni e l’imperatore di Bisanzio, Alessio Comneno ed è imprigionato dall’Emiro di Sias nel 1100.
Durante la sua prigionia Boemondo invoca l’intercessione di san Leonardo, patrono dei prigionieri. Liberato dopo tre anni, ritorna in Francia nel 1104 a cercare rinforzi. Si reca a St. Léonard per raccogliersi in preghiera sulla tomba del santo e depone sull’altare delle catene d’argento. La sua fama gli permette di diffondere il culto di san Leonardo alla corte del re di Francia, Filippo I di cui aveva sposato la figlia.

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San Gaucherio
Intorno al 1068, Gaucherio e Germondo si raccolgono in preghiera a Noblac sull’esempio di san Leonardo e si ritirano per tre anni nella solitudine della foresta di Chavagnac prima di fondarvi il Monastero d’Aureil.

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Marco e Sebastiano
Verso il 1106 due nobili veneziani, Marco e suo nipote Sebastiano, giunti in pellegrinaggio alla tomba di san Leonardo, decidono di stabilirvisi nel Limosino ed edificano a quattro kilometri ad est di St. Léonard de Noblat un piccolo edificio nella località oggi chiamata Artige-Vieille.
Molto scarno questo edificio aveva una cella per ciascuno di essi ed un piccolo oratorio. I canonici di St. Léonard forniscono ogni giorno la quarta parte di un pane di segale. Da qui ha inizio una confraternita. Con la venuta di alcuni discepoli ne divengono i primi priori. Quando Marco muore l’8 luglio, il popolo lo acclama come beato. Sebastiano continua l’opera ed il Priorato cresce d’importanza. Una bolla di papa Adriano IV, data in Laterano il 30 ottobre del 1158, dota il nascente ordine di eremiti di uno statuto simile alla regola dell’ordine agostiniano.
Nel 1175 la sede dell’ordine è trasferita da Artige-Vieille ad Artige situata sullo sperone che domina la confluenza del fiume Maulde e del Vienna, oggi noto come Priorato d’Artige aux Moines (proprietà privata). Nel 1226 il vescovo di Limoges, Bernardo di Savene è inumato nella chiesa.

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Pons de Leras
Gentiluomo di Lodeve, pentitosi delle sue brigantate, verso il 1130 si reca in pellegrinaggio con sei compagni a Santiago di Compostela passando per Noblac.
Fonda nel 1132 il monastero di Salvanes, nelle montagne di Rovergue, e ne diviene abate legandosi all’ordine cistercense.

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Riccardo I D'Inghilterra detto Cuor di leone
Riccardo Cuor di leone (Oxford 1157-Chalus 1199)
Re d’Inghilterra e duca d’Aquitania partecipa alle crociate nel 1190 e sbarca in Palestina nel 1191 riportando alcuni successi militari. Al suo ritorno è imprigionato dall’Imperatore d’Austria Enrico VI. Liberato nel 1193, visita la tomba di san Leonardo e fa rialzare le mura della città e dalla chiesa. Intraprende una campagna per riconquistare i territori dell’Aquitania, tra i quali il Limosino dove muore durante l’assedio di Chalus.

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Carlo VII
Re di Francia si reca a Noblat il 10 marzo 1438 per pregare sulla tomba del santo da cui invoca il potere di riportare la pace nel suo regno e di porre fine alla guerra contro gli inglesi.

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Vincenzo Aubrousse
Nativo di Autun (Borgogna) il 6 maggio del 1611 è imprigionato dai turchi ad Ostia (Roma) per essere condotto come schiavo sui loro vascelli. Prega san Leonardo immobilizzandosi di colpo tanto che per i turchi fu impossibile muoverlo. Racconta il miracolo ricevuto al papa Paolo V che lo esorta a recarsi a Noblac come fa il 22 febbraio del 1612.
Tratto da: Storia della vita e del culto di san Leonardo – abate Oroux 1760. (fonte http://www.ostensions-saint-leonard.fr)

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Enrico II di Borbone, principe di Condè.
Duro oppositore della politica condotta dalla reggente Maria de’ Medici, madre di Luigi XIII, è imprigionato nel castello di Vincennes (Ile de France) dal 1616 al 1619.
Durante la sua prigionia, invoca san Leonardo ed una volta liberato si reca in pellegrinaggio di ringraziamento a St Léonard il 5 ottobre del 1620.
L’abate Oroux, canonico di St Léonard, nel 1760 riporta: “Offre 100 scudi che sono utilizzati per l’acquisto di due cappe di velluto con ricami in oro”.

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Anna d’Austria
Sposa di Luigi XIII nel 1615 per lungo tempo non riesce a dare un nuovo Delfino alla Francia. Nella chiesa di Croissy sulla Senna, dedicata a san Leonardo, invoca l’aiuto del santo. Per facilitare la felice nascita di Luigi XIV, avvenuta nel 1638, si fa portare una reliquia di san Leonardo. Si reca, dunque, in pellegrinaggio a Croissy di cui fa restaurare la chiesa. A lei si deve anche il rifacimento della decorazione della cappella di san Leonard a Notre Dame (Parigi).
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Reliquie
Con l'inizio della guerra dei Cent'anni che vedeva la Francia in lotta con l'esercito inglese, la cripta contenente le reliquie del santo fu murata per evitare razzie. Terminata l'occupazione inglese, si decise di recuperare le reliquie del santo. La loro inventio sarebbe avvenuta il 17 febbraio del 1403.. Le circostanze di questa straordinaria scoperta sono riportate dall'abate Oroux nel XVIII secolo: dopo aver perso totalmente le tracce del luogo di inumazione del Santo, si tenne una cerimonia di preghiera, nel corso della quale un contadino s'alzò per indicare in quale luogo della chiesa scavare. Lì furono ritrovati tre casse di piombo, all'interno di un sarcofago in pietra. Due di queste presentavano delle iscrizioni inlatino inerenti alle ossa e alle ceneri di san Leonardo. ( + ossa beati leonardi +)[2]. A seguito di tale ritrovamento, le reliquie furono collocate all'interno di due grossi reliquiari posti sopra l'altare maggiore, protetti da una grata di ferro battuto. Mentre le due casse di piombo, ormai vuote, sono parte del tesoro della Collegiata e sono tuttora visibili per i visitatori. Sempre presso la Collegiata all'interno di una coppa dorata del XIX secolo è custodito il cranio di San Leonardo[1] Ancora oggi, in tale data, presso la Collegiata, si commemora tale ritrovamento.

Inoltre, ogni sette anni, la Confrérie de Saint-Léonard-de-Noblat, organizza le Ostensioni, una presentazione solenne delle reliquie alla venerazione dei fedeli, per commemorare il Miracolo degli ardenti avvenuto nell'agosto del 1094. Esse hanno inizio con la ricognizione canonica delle reliquie di san Leonardo abate da parte dei confratelli, il venerdì di Quaresima e terminano la domenica della Santa Trinità[4].
Altre reliquie sono costudite a Mascali (probabilmente parte di un'ulna), a Cerreto Guidi, a Stagno comune di Collesalvetti e a Malta.
Una reliquia secondaria (o reliquia da contatto) è custodita presso la Parrocchia San Leonardo abate, a Panza d'Ischia, donata nel 2004, dalla Confrérie de Saint-Léonard-de-Noblat, in occasione del Meeting Nazionale Amici di San Leonardo[5]. Un'altra reliquia secondaria (o reliquia da contatto) è custodita presso la Parrocchia di San Leonardo abate in Marsala (TP) e portata da un pellegrinaggio a Noblat organizzato dal parroco pro-tempore Don Giuseppe Maniscalco il 27 maggio 1990.

Patronati
Per le vicende che lo videro restituire la libertà a molti prigionieri, è considerato il patrono dei carcerati; gli è stata attribuita la protezione dei fabbricanti di catene, fibbie, fermagli, ecc. Nella zona di Liegi in Belgio è patrono dei minatori. La sua intercessione viene invocata per i parti difficili, i mal di testa, le malattie dei bambini, le malattie del bestiame, la grandine, i banditi e anche contro l'obesità.

In Italia è patrono dei seguenti comuni:
Cerreto Guidi (FI) copatrono
Faeto (FG) copatrono
Forio (NA) copatrono
Lari (PI)
Mongiuffi Melia (ME) copatrono
Roccabascerana (AV) copatrono
Borgia (CZ) copatrono


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