Una figura intellettuale prestigiosa quella di Don Giuseppe De Luca e, che oltre alla sua missione pastorale di prete, fu anche un editore e raffinato scrittore nato il a Sasso di Castalda (Potenza) il 15 settembre 1898 da Vincenzo e Raffaella Viscardi. Trascorse la fanciullezza a Brienza, piccolo borgo poco distante da Sasso, in casa della nonna materna, essendogli venuta a mancare la madre, colpita da febbre puerperale. Di De Luca girano molte, forse troppe immagini. L'amico dei letterati e degli artisti, il generoso sostegno di storici e filologi, il suscitatore di un'ideale accademia di dotti con un'editrice così paradossalmente antieconomica, le Edizioni di Storia e Letteratura, da essere sempre sull'orlo del naufragio e del fallimento; oppure il confidente, l'ispiratore e il ghost writer di politici di vari schieramenti, da Giuseppe Bottai a Luigi Sturzo, da Alcide De Gasperi a Palmiro Togliatti, da Franco Rodano ad Adriano Ossicini. Oppure ancora lo scopritore di una "scienza nuova", la storia della pietà, di quello stato in cui l'uomo sente presente Dio per consuetudine d'amore e lo esprime nelle forme più diverse, dalle poesie raffinate di un Petrarca alle canzoncine spirituali, alle umili devozioni del popolo cristiano. Quasi contemporaneamente alla scuola francese delle "Annales", De Luca proponeva e operava una rivoluzione storiografica ancora più audace: non la mentalità o la lunga durata al posto della storia-battaglia e della grande politica, ma la pietà come vera essenza dell'uomo, al centro di un'antropologia rinnovata. Per questa "storia della pietà" valeva la pena creare un "Archivio", una rivista - davvero il sogno della sua vita - che ne raccogliesse le infinite tracce nelle direzioni più imprevedibili, anche nelle espressioni dell'empietà che, a modo suo, gli appariva una forma di pietà a rovescio, comunque un grido, un'implorazione, un'invocazione.De Luca, certo, è stato tutto questo e altro ancora, in una personalità incredibilmente complessa e non priva di contraddizioni. Eppure De Luca è innanzitutto altro: un prete che ha fatto del suo rapporto con Gesù Cristo nella Chiesa il senso della sua esistenza; e in nome di questo rapporto ha trasformato la vita sua e di molti altri (da Giuseppe Sandri a Romana Guarnieri, a Giovanni Antonazzi) che lo hanno incontrato. Vivendo in mezzo alla gente (i vecchietti delle Piccole Suore della Carità a San Pietro in Vincoli o i letterati del "Frontespizio" e della Morcelliana), immerso in una vasta e ramificata famiglia meridionale, ai margini di una Curia romana che conosceva come pochi. Ma al tempo stesso da perpetuo outsider, da isolato, da cane sciolto che si paragonava a Benedetto Giuseppe Labre, sicuro di morire sui gradini di una chiesa, però tutto teso a professare una sola certezza che, nelle apparenti variazioni di superficie, lo ha sempre animato con indefettibile coerenza”.
Ma chi è stato veramente De Luca? Ecco un articolo dell’Osservatore Romano del 18 marzo 2012 “E cosa significa ricordarlo oggi, a mezzo secolo dalla scomparsa, in un mondo e in una Chiesa vertiginosamente mutati?
Iniziò nel 1909 a Ferentino, presso Anagni, i suoi studi seminariali dai Gesuiti, che proseguì due anni dopo a Roma nel Collegio germanico-ungarico e completò quindi al Pontificio Seminario Romano Maggiore, conseguendo al contempo, nel 1917, la licenza al Liceo Ginnasio Torquato Tasso.
Seguendo i suoi interessi filologici e storici si iscrisse alla Facoltà di Lettere dell'Università di Roma, frequentando al contempo un corso di Paleografia all'Archivio Vaticano. Nell'ateneo romano ebbe modo di stringere amicizie e sodalizi intellettuali con alcuni degli illustri docenti conosciuti nel corso degli studi, come Vittorio Rossi, Nicola Festa, Gaetano De Sanctis, Ettore Pais, Giovanni Gentile, Ernesto Buonaiuti. A queste frequentazioni, nel corso degli anni a venire, si aggiungerà la familiarità con altri intellettuali di spicco come Giovanni Papini, Benedetto Croce, presentatogli nel 1928 da Antonino Anile, Ennio Francia, Henri Bremond, André Wilmart, Eduard Fraenkel, Herbert Bloch. Ordinazione e impegno sacerdotale
L'ordinazione sacerdotale arriverà a 22
anni, officiata il 30 luglio 1921 da Basilio Pompili, vicario generale.
Alla pratica
sacerdotale, De Luca affiancherà, negli anni a venire, la
partecipazione a uffici ecclesiali, come l'incarico di archivista
presso la Congregazione per la Chiesa Orientale, e l'attivismo religiosi con
l'impegno nel movimento dell'Azione
Cattolica, da cui, però, in seguito marcherà una divergenza che
maturerà nell'allontanamento volontario consumatosi nel 1931.
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I suoi impegni religiosi non lo
faranno mai venire meno alla libertà delle sue frequentazioni intellettuali,
testimoniate dai vasti carteggi con figure di punta dell'intellettualità
italiana, né all'appagamento dei suoi profondi interessi culturali, da lui
coltivati attraverso l'assidua e quotidiana dedizione alla pratica dello
studio, un'esigenza da lui avvertita come un esercizio diuturno di ascesi
spirituale dell'individuo attraverso l'intelligenza, una propedeutica
spirituale alla contemplazione di Dio:« Dedicarsi nella solitudine allo
studio puro sembra chi sa che stoltezza; è invece timore di Dio, è inizio di
sapienza. È il grande eremitismo cristiano, è una preparazione, (sulla croce)
a contemplare Dio. Ci siamo dimenticati che l'anima non la salviamo senza
impegnare a fondo l'intelligenza »
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Fu anche un
assiduo frequentatore della Messa degli Artisti, animata dal suo amico Mons. Ennio Francia.
Nel 2010 è
stato pubblicato il suo carteggio con una distinta studiosa di storia, la
italo-olandese Romana Guarnieri In queste lettere si mostra come Don Giuseppe
De Luca fosse tutt'altro che estraneo all'amore.
"Edizioni di Storia e Letteratura"
Le frequentazioni intellettuali e l'applicazione ininterrotta e individuale allo studio quotidiano, non esauriscono la sua vasta esperienza culturale, che egli indirizzò verso esiti di un attivismo concreto e di notevole portata, come, nel 1941, la fondazione della casa editrice "Edizioni di Storia e Letteratura", che darà inizio le sue pubblicazioni due anni dopo, in un'ardua linea editoriale che il suo ideatore, molto più tardi, avrà a definire come l'intento molteplice di:|
« [...] prestar aiuto a quei
giovani di maggior ingegno, i quali avessero ardito incamminarsi verso studi
più ardui e meno redditizi, tanto più meritori e necessari quanto meno
rimeritati e più rari;
[...] mettere in grado i maestri più insigni, perdurando lo sconvolgimento
di ogni valore più sacro e di ogni missione più disinteressata, di dar
l'ultima mano, e avviarli alla pubblicazione, ai lavori di tutta una vita,
così come esigevano la dignità del loro studio e la ricchezza stessa dei loro
risultati.[...] tener alta l'indagine storica e letteraria, e risollevare erudizione e filologia; non senza mirare a un compito che in Germania e in Inghilterra non fa meraviglia, mentre in Italia ne fa ancora e di molta: unire cioè filologia profana e filologia sacra in una filologia unica, che di fatto è unica nei filologi degni del nome. » |
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« Le Edizioni non sopportano
preponderanza di sacro sul profano, o viceversa, e neppure preponderanza
dell'internazionale sul nazionale: restano fedeli allo loro origine, italiana
e di italiani, ma nel grande senso che ha l'Italia nella civiltà »
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Rapporti con il mondo politico
Tra il 1942 e il 1954, De Luca svolse una cruciale funzione di mediatore, sia all'interno delle gerarchie cattoliche (con un ruolo di collegamento fra Curia Romana, Segreteria di Stato e Sant'Uffizio) che dalle istituzioni ecclesiastiche verso l'esterno, quale mediatore tra la Curia romana ed esponenti di spicco del mondo politico, entrando in contatto, nel tempo con figure di vertice di varia indole e provenienza politica, come Giuseppe Bottai Alcide De Gasperi, Franco Rodano e Palmiro Togliatti. Nel 1943, su iniziativa del cardinale Montini, fu insignito l'onorificenza di Prelato d'onore di Sua Santità Pio XII, una benemerenza che egli accettò pur con qualche ironia.Il rapporto con papa Roncalli
Nel 1954 fece la conoscenza del cardinale Angelo Roncalli, Patriarca di Venezia: con Roncalli, che di lì a quattro anni sarebbe asceso al pontificato con il nome di Papa Giovanni XXIII, sarebbe nata una strettissima amicizia.Sarà proprio una sua iniziativa, grazie alla mediazione offerta da Togliatti, che nel 1961 fornirà a Nikita Chruščëv lo spunto per un gesto di cordialità, l'invio di un telegramma d'augurio per gli 80 anni del Pontefice, un atto distensivo che fu in grado di segnare l'inizio dei rapporti diplomatici tra l'Unione Sovietica e il Vaticano.
La morte
Nel 1962 fu ricoverato d'urgenza per sottoporsi a un intervento chirurgico: ricevuta il 12 marzo la visita in ospedale di Papa Giovanni XXIII, Giuseppe De Luca morì una settimana più tardi, il 19 marzo 1962. La sua immagine è stata immortalata da Giacomo Manzù nella "Porta della Morte" realizzata per la Basilica di San Pietro.Scritti
Tutte le opere di seguito citate sono pubblicate dalle Edizioni di storia e letteratura (gli anni di edizione sono quelli indicati nel catalogo attuale)Opere e curatele
- (curatore), Alfonso Maria de' Liguori. Opere ascetiche. Introduzione generale, Vol. I, 1960
- Introduzione alla storia della pietà, 1962
- Giuseppe De Luca, Henri Bremond, Don Giuseppe De Luca et l'Abbé Henri Bremond (1929-1933), 1965
- Meditazioni e preghiere, 1967
- Commenti al Vangelo festivo, 1968
- Il Cardinale Bonaventura Cerretti, 1971
- Mater Dei. Bollettino dell'Opera «Mater Dei», 1972
- Scritti sulla Madonna, 1972
- John Henry Newman. Scritti d'occasione e traduzioni, 1975
- Luigi Maria Grignion da Montfort. Saggio biografico, 1985
- Madre Cabrini, la santa degli emigrati, Edizioni di storia e letteratura, 2000
- Sant'Agostino. Scritti d'occasione e traduzioni, Edizioni di storia e letteratura, 1986
- Sant'Alfonso, il mio maestro di vita cristiana, 1983
- Bailamme ovverosia pensieri del sabato sera, 2000
- Intorno al Manzoni, 1974
- L'anno del cristiano, 1981
- Commento al Vangelo quotidiano: dal mercoledì delle Ceneri al sabato in albis, 1990
- L'annuario del parroco. 1955-1962, 1994
- Elogio di Don Orione. Con altri scritti e commenti su di lui, 1999
Carteggi con vari intellettuali e religiosi
- Carlo Bo, Giuseppe De Luca, Carteggio (1932-1962), 1999
- Loris Francesco Capovilla, Giuseppe De Luca, Angelo Giuseppe Roncalli, Carteggio (1933-1962), 2006
- Giovanni Papini, Giuseppe De Luca, Carteggio (1922-1929), 1985
- Giuseppe De Luca, Giuseppe Prezzolini, Carteggio (1925-1962),
- Antonio Baldini, Giuseppe De Luca, Carteggio (1929-1961), 1992
- Giuseppe De Luca, Giovanni Battista Montini, Carteggio (1930-1962), 1993
- Giuseppe Bottai, Giuseppe De Luca, Carteggio (1940-1957), 1989
- Piero Bargellini, Giuseppe De Luca, Carteggio (1929-1932), 1998
- Giuseppe De Luca, Fausto Minelli, Carteggio (1930-1934), I vol., 1999
- Giuseppe De Luca, Fausto Minelli, Carteggio (1935-1939), II vol., 2000
- Giuseppe De Luca, Fausto Minelli, Carteggio (1940-1946), III vol., 2001
- Giuseppe De Luca, Massimiliano Majnoni, Carteggio (1936-1957), 2007
- Carlo Bo, Giuseppe De Luca, Carteggio (1932-1962), 1999
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