venerdì 24 ottobre 2014

ANNA GOLDI, ULTIMA VITTIMA UCCISA PER STREGONERIA: LA SUA COLPA ESSERE UNA DONNA INDIFESA

Una vicenda assurda e umanamente terribile, che si è protratta per quasi 225 anni, quella di Anna Göldi, o Göldin, l’ultima donna ad essere stata condannata ed “assassinata” per stregoneria, il 13 giugno 1782 a Glarona città della Svizzera, capitale dell'omonimo cantone.
Decapitata senza pietà, dopo torture ed un processo farsa dove l’accusa di stregoneria era semplicemente il pretesto di celare una relazione extraconiugale che aveva avuto con il suo  principale accusatore ed ex datore di lavoro il medico e giudice Johann Jakob Tschudi-Elmer .
LA SENTENZA
Il caso di Anna è stato anche unico, la prima riabilitazione di una donna innocente, vittima della superstizione, dell’intolleranza, della menzogna uccisa per stregoneria; tutto merito del giornalista Walter Hauser,che riaprì  il caso  recuperando gli atti del processo (centinaia di pagine di cui molte parti mancanti) e ricercando le storiche  testimonianze rimaste , di quei pochi che avevano criticato e condannato quella inumana vicenda.
Il suo caso è stato definito un «assassinio giudiziario», le è stato dedicato anche un museo a Molis dopo la  riabilitazione ufficiale nel 2008 e la  fondazione a lei intestata, dal 2009 assegna un premio biennale per i diritti umani
Anna Göldi nacque il 24 ottobre 1734  a Sennwald da Adrian e Rosina Büeler, quarta di otto figli. La famiglia benestante possedeva un proprio sigillo: il bisnonno era giudice e preside della chiesa di Sennwald, mentre il nonno era portabandiera, una nomina ritenuta di prestigio, ma a seguito di litigi con il sindaco per questioni di terreni, fu condannato alla prigione e al pagamento di una cospicua somma per insulti ed aggressioni; fuggì in Italia e di lui non si seppe più nulla. Così Adrian, padre di Anna, allora undicenne, dovette continuare l'estinzione della multa inflitta al padre. La famiglia si ridusse in povertà e perse prestigio.
MOLINS, LA CASA DOVE LAVORAVA ANNA
Anna dovette guadagnarsi la vita andando a fare la serva presso il sindaco Enderlin a Maienfeld. Il secondo impiego lo trovò presso il panettiere Bernegger a Sax, ove rimase cinque anni e mezzo per poi, dal 1762 al 1765, lavorare nella casa del pastore di Sennwald. Di bella presenza, durante questa permanenza conobbe Jakob Rhoduner, del quale rimase incinta e che la lasciò sola, arruolandosi come mercenario in Olanda. A 31 anni partorì segretamente un bambino che morì la stessa notte in circostanze non conosciute. Anna fu condannata per infanticidio agli arresti domiciliari per sei anni.
Dal 1765 al 1768 lavorò presso la famiglia del landamano Cosmus Heer (30 gennaio 1727 - 4 luglio 1791), per poi trasferirsi nel cantone di Glarona, a Mollis, dove prese servizio presso il pastore Johann Heinrich Zwicky (18 novembre 1716 - 5 gennaio 1771). Durante il suo lavoro intrecciò una relazione amorosa con il figlio Melchior (21 gennaio 1750 - 29 aprile 1806) e dopo sei anni rimase nuovamente incinta; la famiglia Zwicky la mandò a partorire a Strasburgo. Di questo figlio, nato nel 1775, si sono perdute le tracce. Nel 1775 ritornò nel glaronese a lavorare presso il rilegatore Tinner, stringendo amicizia con i coniugi Steinmueller, che le furono vicini fino alla fine.

Nel settembre 1780 la Göldi è assunta presso la famiglia del medico, dottore e giudice Johann Jakob Tschudi-Elmer (1747–1800). La piccola Anna Maria di 7 anni l'accompagnava anche nelle passeggiate e visite presso gli amici Steinmüller. Fu lì che il 19 settembre 1781 avrebbe dato alla piccola Anna Maria un biscotto ("Läkerli"). Un mese dopo fu trovato il primo spillo di una lunga serie nella tazza della piccola Anna Maria. Si disse allora che quel biscotto, consumato dagli Steinmüller, fosse stato "stregato" da Anna Göldi e contenesse spilli.
Nei giorni seguenti se ne trovarono regolarmente nel cibo della bambina. La sospettata serva si confidò a Johann Jakob Tschudi (1722 - 1784) pastore e parente stretto della famiglia, che la cacciò in malo modo. Il 25 ottobre 1781 fu licenziata dalla famiglia Tschudi-Elmer e si recò prima dagli Steinmüller, poi dalla sorella Barbara a Sax. La bambina però cominciava ad aver strane convulsioni e sempre più spilli si trovavano nel suo cibo. Iniziarono così tutti a convincersi della sua colpevolezza; le autorità di Glarona affissero manifesti di ricerca emettendo una taglia di 100 corone, somma notevole.

Anna fuggì scendendo la valle del Reno verso San Gallo, quindi verso Herisau nell'Appenzello e Degersheim, dove trovò un lavoro come cameriera (una lapide ricorda ancora il suo passaggio); lì fu arrestata il 21 febbraio 1782 e portata a Glarona. La Göldi sembrava alla fine e la gente, convinta della sua colpa, pretendeva che questa togliesse il malocchio alla piccola. Il 15 marzo 1782 Anna Göldi visitò la piccola Anna Maria e dopo qualche massaggio, la ragazzina ricominciò a camminare e smise di vomitare gli spilli. Questa "guarigione" fu ritenuta una prova del fatto che Anna fosse una strega.

Anna Göldi fu rinchiusa in prigione e sottoposta a interrogatori e torture. Fino all'ultimo si proclamò innocente, poi sfinita e martorizzata, comprendendo che non poteva salvarsi  finì per autoaccusarsi di aver stretto un patto con il diavolo, che le si presentava nella forma di un cane nero.Il dottor Tschudi, che era stato datore di lavoro di Anna, si dette un gran daffare presso i suoi colleghi giudici e le autorità di Glarona, affinché venisse condannata. Il 6 giugno il consiglio evangelico glaronese con 32 voti contro 30 la giudicò colpevole di essere un'avvelenatrice ("Vergifterin") e il 13 giugno 1782 Anna Göldi morì per decapitazione, sentenza eseguita nella piazza principale di Glarona
MUSEO

Filmografia

·                    Anna Göldin, letzte Hexe (titolo francese: Anna Göldin, la dernière sorcière), di Gertrud Pinkus, 1991

Bibliografia

·                    Gaspar Freuler, Anna Göldi. Die Geschichte der letzte Hexe, Büchergilde Gutenberg, Zurigo, 1945.
·                    Eveline Hasler, L'ultima strega. Dadò, Locarno, 1994

·                    Walter Hauser, Der Justizmord an Anna Göldi. Neue Recherchen zum letzten Hexenprozess in Europa, Limmat Verlag, Zurigo, 2007.

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