Una vicenda assurda e
umanamente terribile, che si è protratta per quasi 225 anni, quella di Anna Göldi, o Göldin, l’ultima donna ad
essere stata condannata ed “assassinata” per stregoneria, il 13 giugno 1782 a Glarona città
della Svizzera,
capitale dell'omonimo cantone.
Decapitata senza pietà, dopo
torture ed un processo farsa dove l’accusa di stregoneria era semplicemente il
pretesto di celare una relazione extraconiugale che aveva avuto con il suo principale accusatore ed ex datore di lavoro il
medico e giudice Johann Jakob Tschudi-Elmer .
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| LA SENTENZA |
Il caso di Anna è stato anche
unico, la prima riabilitazione di una donna innocente, vittima della
superstizione, dell’intolleranza, della menzogna uccisa per stregoneria; tutto
merito del giornalista Walter Hauser,che riaprì il caso recuperando gli atti del processo (centinaia
di pagine di cui molte parti mancanti) e ricercando le storiche testimonianze rimaste , di quei pochi che
avevano criticato e condannato quella inumana vicenda.
Il suo caso è stato
definito un «assassinio giudiziario», le è stato dedicato anche un museo a
Molis dopo la riabilitazione ufficiale nel 2008 e la fondazione a lei intestata, dal 2009 assegna
un premio biennale per i diritti umani
Anna Göldi nacque il 24 ottobre 1734 a Sennwald da Adrian e
Rosina Büeler, quarta di otto figli. La famiglia benestante possedeva un
proprio sigillo: il bisnonno era giudice e preside della
chiesa di Sennwald, mentre il nonno era portabandiera, una nomina ritenuta di
prestigio, ma a seguito di litigi con il sindaco per questioni di terreni, fu
condannato alla prigione e al pagamento di una cospicua somma per insulti ed
aggressioni; fuggì in Italia e di lui non si seppe più nulla. Così Adrian,
padre di Anna, allora undicenne, dovette continuare l'estinzione della multa
inflitta al padre. La famiglia si ridusse in povertà e perse prestigio.
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| MOLINS, LA CASA DOVE LAVORAVA ANNA |
Anna dovette guadagnarsi la
vita andando a fare la serva presso il sindaco Enderlin a Maienfeld. Il
secondo impiego lo trovò presso il panettiere Bernegger a Sax, ove rimase
cinque anni e mezzo per poi, dal 1762 al 1765, lavorare nella
casa del pastore di Sennwald. Di bella presenza, durante questa permanenza
conobbe Jakob Rhoduner, del quale
rimase incinta e che la lasciò sola, arruolandosi come mercenario in Olanda. A 31 anni
partorì segretamente un bambino che morì la stessa notte in circostanze non
conosciute. Anna fu condannata per infanticidio agli arresti domiciliari per sei anni.
Dal 1765 al 1768 lavorò presso
la famiglia del landamano Cosmus Heer (30 gennaio 1727 - 4 luglio 1791), per
poi trasferirsi nel cantone di Glarona, a Mollis, dove prese
servizio presso il pastore Johann Heinrich Zwicky (18
novembre 1716 -
5 gennaio 1771).
Durante il suo lavoro intrecciò una relazione amorosa con il figlio Melchior
(21 gennaio 1750 - 29 aprile 1806) e dopo sei anni rimase nuovamente incinta;
la famiglia Zwicky la mandò a partorire a Strasburgo.
Di questo figlio, nato nel 1775, si sono perdute le tracce. Nel 1775 ritornò
nel glaronese a lavorare presso il rilegatore Tinner,
stringendo amicizia con i coniugi Steinmueller, che le furono vicini fino alla
fine.
Nel settembre 1780 la Göldi è
assunta presso la famiglia del medico, dottore e giudice Johann Jakob
Tschudi-Elmer (1747–1800). La piccola Anna Maria di 7 anni l'accompagnava anche
nelle passeggiate e visite presso gli amici Steinmüller. Fu lì che il 19
settembre 1781 avrebbe
dato alla piccola Anna Maria un biscotto ("Läkerli"). Un mese dopo fu
trovato il primo spillo di una lunga serie nella tazza della piccola Anna
Maria. Si disse allora che quel biscotto, consumato dagli Steinmüller, fosse
stato "stregato" da Anna Göldi e contenesse spilli.
Nei giorni seguenti se ne
trovarono regolarmente nel cibo della bambina. La sospettata serva si confidò a Johann Jakob Tschudi (1722 - 1784) pastore e parente
stretto della famiglia, che la cacciò in malo modo. Il 25 ottobre 1781 fu
licenziata dalla famiglia Tschudi-Elmer e si recò prima dagli Steinmüller, poi
dalla sorella Barbara a Sax. La bambina però cominciava ad aver strane
convulsioni e sempre più spilli si trovavano nel suo cibo. Iniziarono così
tutti a convincersi della sua colpevolezza; le autorità di Glarona affissero
manifesti di ricerca emettendo una taglia di 100 corone, somma notevole.
Anna fuggì scendendo la valle
del Reno verso San Gallo, quindi verso Herisau nell'Appenzello
e Degersheim,
dove trovò un lavoro come cameriera (una lapide ricorda ancora il suo
passaggio); lì fu arrestata il 21 febbraio 1782 e portata a Glarona. La Göldi
sembrava alla fine e la gente, convinta della sua colpa, pretendeva che questa
togliesse il malocchio alla piccola. Il 15 marzo 1782 Anna Göldi visitò la
piccola Anna Maria e dopo qualche massaggio, la ragazzina ricominciò a
camminare e smise di vomitare gli spilli. Questa "guarigione" fu
ritenuta una prova del fatto che Anna fosse una strega.
Anna Göldi fu rinchiusa in
prigione e sottoposta a interrogatori e torture. Fino all'ultimo si proclamò
innocente, poi sfinita e martorizzata, comprendendo che non poteva salvarsi finì per autoaccusarsi di aver stretto un
patto con il diavolo, che le si presentava nella forma di un cane nero.Il
dottor Tschudi, che era stato datore di lavoro di Anna, si dette un gran
daffare presso i suoi colleghi giudici e le autorità di Glarona, affinché
venisse condannata. Il 6 giugno il consiglio evangelico glaronese con 32 voti
contro 30 la giudicò colpevole di essere un'avvelenatrice
("Vergifterin") e il 13 giugno 1782 Anna Göldi morì per decapitazione,
sentenza eseguita nella piazza principale di Glarona
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| MUSEO |
Filmografia
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Anna Göldin, letzte Hexe (titolo francese: Anna
Göldin, la dernière sorcière), di Gertrud
Pinkus, 1991
Bibliografia
·
Gaspar
Freuler, Anna
Göldi. Die Geschichte der letzte Hexe, Büchergilde Gutenberg, Zurigo, 1945.
·
Eveline
Hasler, L'ultima
strega. Dadò, Locarno, 1994
·
Walter Hauser, Der Justizmord an
Anna Göldi. Neue Recherchen zum letzten Hexenprozess in Europa, Limmat Verlag,
Zurigo, 2007.


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