Sicuramente lo avete visto nella
parte del barbone che improvvisava un combattimento di boxe a pugni nudi in
Miracolo a Milano regia di Vittorio De Sica (1951) oppure in Poveri ma
belli è un film del 1957 diretto
da Dino Risi
ed in tanti altri come Il mattatore
di Dino Risi (1960)
o lo storico Fabiola, regia di Alessandro Blasetti (1949). Ha anche
impersonato un personaggio lucano in del Conte di Matera, un film di Luigi Capuano
girato a Cinecittà. fra gli gli attori
Virna Lisi e Giacomo Rossi Stuart. Un film che
presenta spesso ricostruzioni di edifici materani e così come la città è
ritratta da lontano nei fondali della scenografia.
Ricostruzione leggendaria della vita di Gian Carlo Tramontano, Conte di Matera fino al 1514, anno in cui venne ucciso dal popolo. Prende spunto da episodi realmente accaduti a Matera nel XVI secolo, la storia però è romanzata ed ha ben poca veridicità storica.
Ricostruzione leggendaria della vita di Gian Carlo Tramontano, Conte di Matera fino al 1514, anno in cui venne ucciso dal popolo. Prende spunto da episodi realmente accaduti a Matera nel XVI secolo, la storia però è romanzata ed ha ben poca veridicità storica.
Di certo Erminio
Spalla fu un personaggio poliedrico, iniziò come giovane studente di belle arti nella scuola di Brera dove fu
allievo del Maestro Galli. Poi un giorno al “cinematografo” vide il filmato
dell’incontro del secolo dove il nero Jack
Johnson, primo nero a vincere il titolo mondiale dei massimi mise ko al 15
round “La Speranza Bianca cioè l’ex
detentore Jim Jeffries, a Reno nel Nevada il
4 luglio 1910, a
bordo ring come inviato speciale anche Jack London.
Così il giovane Erminio decise di diventare un pugile, e anche bravo tanto da essere il primo italiano da vincere un titolo europeo, quello dei massimi Il 20 maggio 1923, all'Arena di Milano, sconfiggendo ai punti in 20 riprese il belga Piet van der Veer. Ed il primo peso massimo italiano ad avere rilievo internazionale infatti Nat Fleischer, fondatore della rivista "The Ring" e del "Ring Record Book and Boxing Encyclopedia", (il più importante giornalista di boxe del secolo scorso) lo classifico nei primi dieci nel 1924. Uomo coraggioso e pugile indomito affrontò a New York.nel 1924 anche il futuro campione dei massimi Gene Tunney, perdendo per kot alla 7 ripresa – in una intervista si è sempre rammaricato della sconfitta secondo lui avvenuta per un errore arbitrale essendo il match interrotto senza motivo, e sosteneva, che se avesse vinto avrebbe affrontato Jack Dempsey, ma Tunney era un fuoriclasse, Erminio purtroppo noon lo era; per ben due volte il micidiale picchiatore argentino Louis Firpo. Giramondo ha combattuto in Francia, Usa, Argentina,Germania, Gran Bretagna ‘ chiudendo la carriera in Brasile nel1934 a 37 anni, li scoprì la
vocazione per il canto lirico.
Appesi i guantoni al chiodo, Spalla riprese a
coltivare il suo amore per le arti, diventando scultore, pittore, cantante
lirico, suonatore di flauto, attore e scrittore. Un bel personaggio, sul quale
da tempo volevo scrivere ma ho trovato in rete un bel articolo scritto da un
sito http://fuoridallecorde.blogspot.it/
dove si denuncia che questo versatile uomo è stato dimenticato persino nel suo
paese di nascita. E’ ben scritto quindi ho preferito condividerlo, non potendo
di certo scriverlo meglio.
La nostra provincia ha il merito di aver dato i
natali a personaggi poliedrici; figure «speciali», uniche e ricche di
personalità. Dal dinamismo esistenziale e con un’identità ben marcata. Uno di
questi è certamente Erminio Spalla, pugile di fama mondiale prima, poi cantante
lirico, attore e perfino scultore e pittore. Per non parlare delle sue gesta
nella prima guerra mondiale e combatte anche nella II guerra mondiale come
paracadutista della divisione Nembo.
Così il giovane Erminio decise di diventare un pugile, e anche bravo tanto da essere il primo italiano da vincere un titolo europeo, quello dei massimi Il 20 maggio 1923, all'Arena di Milano, sconfiggendo ai punti in 20 riprese il belga Piet van der Veer. Ed il primo peso massimo italiano ad avere rilievo internazionale infatti Nat Fleischer, fondatore della rivista "The Ring" e del "Ring Record Book and Boxing Encyclopedia", (il più importante giornalista di boxe del secolo scorso) lo classifico nei primi dieci nel 1924. Uomo coraggioso e pugile indomito affrontò a New York.nel 1924 anche il futuro campione dei massimi Gene Tunney, perdendo per kot alla 7 ripresa – in una intervista si è sempre rammaricato della sconfitta secondo lui avvenuta per un errore arbitrale essendo il match interrotto senza motivo, e sosteneva, che se avesse vinto avrebbe affrontato Jack Dempsey, ma Tunney era un fuoriclasse, Erminio purtroppo noon lo era; per ben due volte il micidiale picchiatore argentino Louis Firpo. Giramondo ha combattuto in Francia, Usa, Argentina,Germania, Gran Bretagna ‘ chiudendo la carriera in Brasile nel
Mantenne sempre
ottimi e cordiali rapporti con il mondo della boxe, infatti fu lui ad
accogliere il campionissimo Gene Tunney a Napoli il 3 ottobre 1928 con il transatlantico
Saturnia quando arrivò a Napoli con la futura moglie Mary "Polly" Lauder infatti si sposarono a Roma poco dopo e Tunney lasciò il ring come
promesso. Questo video dell’ottobre 1928
dell’Istituto Luce mostra l’arrivo del campione dei pesi massimi https://www.youtube.com/watch?v=JbdbljFKc5o
Ecco l’articolo:” Spalla
nacque a Borgo San Martino il 7 luglio 1897; in questo paesino tra Casale
Monferrato e Valenza venne cresciuto da papà Luigi e dalla mamma, Ernesta. Il
fratello si chiamava Giuseppe ed era di tre anni più grande rispetto ad
Erminio. Luigi confezionava ortaggi che lui stesso coltivava nella campagna tra
Borgo e Occimiano, ma era anche un bravo commerciante di vini. Quando Erminio e
Giuseppe erano adolescenti i genitori decisero di trasferirsi a Milano per dare
maggiori opportunità ai figli. Erminio iniziò a lavorare nel laboratorio di un
famoso scultore milanese e imparò un’arte che nei decenni successivi seppe far
rifiorire con maestria. Però la vera passione era il pugilato: entrò a far
parte di una palestra meneghina e qui imparò i primi rudimenti della boxe. Nel
1915 questa passione fu «sospesa» a causa della grande guerra. Solo sospesa,
però, perchè alla fine del conflitto fu inserito come sergente nel gruppo di ginnastica
del Comando Supremo Militare Italiano e nel 1919 partecipò alle olimpiadi
militari di Francia, vincendo l’oro.Questo fu il primo passo di una lunga e
brillante carriera di pugile.Spalla torna in Italia e nel 1920 diventa campione
tricolore mettendo KO Eugenio Pilotta. Il successo con il titolo nazionale lo
porta ad importanti incontri sui ring di Berlino, Londra e New York. Nel 1923,
all’Arena di Milano, Erminio Spalla diventa il primo pugile italiano a
conquistare il titolo europeo dei pesi massimi, vincendo ai punti contro
l’olandese Piet Van der Veer.Spalla era un pugile generoso, con un carattere
buono e forte al tempo stesso: caratteristiche che lo portavano a reagire con
grinta ed orgoglio di fronte ai colpi micidiali degli avversari, trovando la
vittoria per KO in sfide che sembravano irrimediabilmente compromesse..
Caratteristiche, però, che ne minarono il fisico, così nel 1926 perse il titolo europeo a Barcellona sotto i colpi dello spagnolo Paulino Uzcudum, che più avanti diventerà avversario di Primo Carnera.Nel 1927 Spalla esce dalla scena della boxe: un ventennio più tardi venne definito il primo vero campione del pugilato italiano. Primo Carnera, di nove anni più giovane, arrivò dopo, debuttando nel 1928.Da più parti si riconosce che Erminio Spalla fu il pugile che rappresentò lo spartiacque tra un pugilato rude e pericoloso, a tratti spaventoso, e uno spettacolo sportivo caratterizzato da regole e disciplina.Spalla parte con la famiglia per il Brasile: a San Paolo apre una palestra e fonda una rivista sportiva. Poi si trasferisce a Rio de Janeiro, dove conosce il suo nuovo amore: il canto. Pensava d’essere baritono, invece si scopre basso. Si butta a capofitto in questa sua passione, va a a scuola di canto ed è scritturato per un’emittente radiofonica di Rio e una di Petropolis. Si aggrega pure ad una compagnia teatrale, dove si affaccia all’arte della recitazione.Ma vuole tornare a Milano, per affinare nella città che lo ha adottato adolescente le proprie doti. Così nell’agosto del 1937 torna nel capoluogo meneghino dove riscopre l’arte della scultura e della pittura. Poi legge, Erminio Spalla divora libri.Nel 1939 arriva l’appuntamento con l’ennesima arte seguita dall’ex pugile di Borgo San Martino: debutta al cinema come attore nel film di Mario Bonnard «Io, suo padre». Nello stesso anno appare ne «il socio invisibile» di Roberto Roberti. L’ultimo lavoro in cui Spalla recita sarà un film del 1963: «Taur, il re della forza bruta» di Antonio Leonviola. In mezzo, Erminio Spalla appare in ben cinquanta film, tra cui «Capitan tempesta», «Il leone di Damasco», «Il ratto delle Sabine», «Poveri ma belli» e ne «Il Mattatore», entrambi di Dino Risi. Nel 1951 lo troviamo diretto da Vittorio De Sica in «Miracolo a Milano», dove recita la parte del barbone di periferia.Nel frattempo per Spalla arriva anche la TV: lavora in televisione nel 1969 ne «i fratelli Karamazov», sceneggiato che, con 15 milioni di telespettatori a puntata, raggiunge un vero e proprio record di ascolti.Erminio Spalla, come se non bastasse, trova pure il tempo per scrivere alcuni libri.E’ la sera del 13 agosto 1971 e un’emiparesi vince sul suo fisico duro e arcigno: a mezzogiorno del 14 agosto il cuore di Spalla si ferma per sempre.Di lui rimane il ricordo di un personaggio a tuttotondo: l’ultima immagine risale ad una trasmissione Rai in bianco e nero dove veniva intervistato e parlava della sua vita. L’ultima immagine fu quella di lui che accompagnava i nipoti a scuola.A Roma gli hanno dedicato una via, al quartiere Ardeatino”. Fonte http://fuoridallecorde.blogspot.it/
Caratteristiche, però, che ne minarono il fisico, così nel 1926 perse il titolo europeo a Barcellona sotto i colpi dello spagnolo Paulino Uzcudum, che più avanti diventerà avversario di Primo Carnera.Nel 1927 Spalla esce dalla scena della boxe: un ventennio più tardi venne definito il primo vero campione del pugilato italiano. Primo Carnera, di nove anni più giovane, arrivò dopo, debuttando nel 1928.Da più parti si riconosce che Erminio Spalla fu il pugile che rappresentò lo spartiacque tra un pugilato rude e pericoloso, a tratti spaventoso, e uno spettacolo sportivo caratterizzato da regole e disciplina.Spalla parte con la famiglia per il Brasile: a San Paolo apre una palestra e fonda una rivista sportiva. Poi si trasferisce a Rio de Janeiro, dove conosce il suo nuovo amore: il canto. Pensava d’essere baritono, invece si scopre basso. Si butta a capofitto in questa sua passione, va a a scuola di canto ed è scritturato per un’emittente radiofonica di Rio e una di Petropolis. Si aggrega pure ad una compagnia teatrale, dove si affaccia all’arte della recitazione.Ma vuole tornare a Milano, per affinare nella città che lo ha adottato adolescente le proprie doti. Così nell’agosto del 1937 torna nel capoluogo meneghino dove riscopre l’arte della scultura e della pittura. Poi legge, Erminio Spalla divora libri.Nel 1939 arriva l’appuntamento con l’ennesima arte seguita dall’ex pugile di Borgo San Martino: debutta al cinema come attore nel film di Mario Bonnard «Io, suo padre». Nello stesso anno appare ne «il socio invisibile» di Roberto Roberti. L’ultimo lavoro in cui Spalla recita sarà un film del 1963: «Taur, il re della forza bruta» di Antonio Leonviola. In mezzo, Erminio Spalla appare in ben cinquanta film, tra cui «Capitan tempesta», «Il leone di Damasco», «Il ratto delle Sabine», «Poveri ma belli» e ne «Il Mattatore», entrambi di Dino Risi. Nel 1951 lo troviamo diretto da Vittorio De Sica in «Miracolo a Milano», dove recita la parte del barbone di periferia.Nel frattempo per Spalla arriva anche la TV: lavora in televisione nel 1969 ne «i fratelli Karamazov», sceneggiato che, con 15 milioni di telespettatori a puntata, raggiunge un vero e proprio record di ascolti.Erminio Spalla, come se non bastasse, trova pure il tempo per scrivere alcuni libri.E’ la sera del 13 agosto 1971 e un’emiparesi vince sul suo fisico duro e arcigno: a mezzogiorno del 14 agosto il cuore di Spalla si ferma per sempre.Di lui rimane il ricordo di un personaggio a tuttotondo: l’ultima immagine risale ad una trasmissione Rai in bianco e nero dove veniva intervistato e parlava della sua vita. L’ultima immagine fu quella di lui che accompagnava i nipoti a scuola.A Roma gli hanno dedicato una via, al quartiere Ardeatino”. Fonte http://fuoridallecorde.blogspot.it/





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